5G in Italia, i sindaci non si potranno opporre all’installazione

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Il Dl semplificazioni eviterà che i sindaci possano opporsi alla realizzazione della rete 5G nazionale. Le loro ordinanze non avranno valore legale, ma alcuni di loro protestano.

Nel testo del Decreto Semplificazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale , è inserito un comma che di fatto impedisce ai Sindaci dei Comuni italiani di vietare l’installazione di reti 5G sul proprio territorio di competenza.

Il comma è il 6 dell’articolo 38, contenuto nel Titolo IV (Semplificazione in materia di attività di impresa, ambiente e green economy), Capo I (Semplificazioni in materia di attività di impresa e investimenti pubblici) del Decreto.

La norma afferma che “i comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato ai sensi dell’articolo 4”.

Come spiega Il Fatto Quotidiano, «se si teme per la salute pubblica, i sindaci possono individuare regole per minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, ma non possono impedire l’installazione di antenne di telecomunicazioni sul proprio territorio».

Attualmente sono circa 500 in tutta Italia i sindaci e i consigli comunali che, in varia misura e modalità, hanno varato atti o adottato misure per rallentare, limitare o impedire l’installazione delle infrastrutture del 5G.

Ora si tratta di capire se il testo del Decreto subirà modifiche o resterà uguale in sede di conversione in legge.