Accordo raggiunto sul Recovery Fund. Conte: “Tutelata la dignità dell’Italia”

29

Intesa trovata al vertice europeo dopo un braccio di ferro durato quattro giorni. Il Consiglio non avrà facoltà decisionali, tutto passerà per la commissione. Prevista una dotazione di 750 miliardi di euro. All’Italia 209 miliardi tra sussidi e prestiti. Conte: “Tutelata la nostra dignità, ora possiamo ripartire”.

Dopo uno dei vertici europei più lunghi di sempre, è stato raggiunto l’accordo sul bilancio e sul Recovery fund. All’adozione delle conclusioni è seguito un applauso. Il Recovery Fund ha una dotazione di 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi di sussidi. Il bilancio è stato fissato a 1.074 miliardi. Conte: “Momento storico per l’Italia e per l’Europa, siamo soddisfatti”. All’Italia, nello specifico, andranno 209 miliardi tra sussidi e prestiti. La procedura d’emergenza spetta alla Commissione, nessuna possibilità di veto per i Paesi.

Conte: momento storico per l’Italia e l’Europa

Il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, al termine del Consiglio europeo, ha spiegato: “Sono le sei del mattino: siamo all’alba di un vertice lunghissimo, forse abbiamo stabilito il record e superato per durata il vertice di Nizza. Siamo soddisfatti: abbiamo approvato un piano di rilancio ambizioso e adeguato alla crisi che stiamo vivendo”. “Avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l’Italia con forza e cambiare volto al Paese”.  Poi un accenno al governo e al Mes: “Il governo italiano è forte: la verità è che l’approvazione di questo piano rafforza l’azione del governo italiano. Di Mes abbiamo discusso tanto e immagino continueremo a parlarne: il Mes non è il nostro obiettivo, l’obiettivo è valutare il quadro di finanza pubblica e le necessità e valutare gli strumenti nel migliore interesse dell’Italia. Il piano che oggi approviamo ha assoluta priorità nell’interesse dell’Italia”. 

Conte: a Italia il 28% del Recovery

Conte ha poi chiarito che il Recovery fund “che abbiamo approvato è davvero molto consistente: 750 miliardi, dei quali una buona parte andrà all’Italia. Il 28%. Abbiamo anche migliorato l’intervento a nostro favore, se consideriamo la proposta originaria della Commissione Ue e della presidente von der Leyen”. 

Cosa prevede l’accordo

Nell’intesa, oltre all’accordo sul Recovery Fund, si è deciso di ridurre i trasferimenti spacchettati tra i programmi, 77,5 miliardi (rispetto ai 190 mld pensati dalla Commissione). In particolare, è stata azzerata la dotazione di Eu4Healt, il nuovo programma europeo per la sanità. A farne pesantemente le spese, anche il Just Transition Fund e il Fondo agricolo per lo sviluppo rurale. Il bilancio europeo 2021-2027 è rimasto a 1.074 miliardi di impegni. Ma sono stati accontentati i Frugali con i rebate, i rimborsi introdotti per la prima volta su richiesta del Regno Unito ai tempi di Margaret Thatcher, che con la Brexit molti leader Ue avrebbero voluto cancellare. In alcuni casi sono stati raddoppiati. Alla Danimarca sono andati 322 milioni annui di rimborsi (rispetto ai 222 milioni della proposta di sabato); all’Olanda 1,921 miliardi (da 1,576 miliardi) ; all’Austria 565 milioni (da 287), e alla Svezia 1,069 miliardi (da 823 milioni).

Risolta anche la spinosa questione della governance sull’attuazione delle riforme dei piani nazionali che dovranno essere presentati dai Paesi per avvalersi delle risorse. La chiave di volta è stato un super-freno di emergenza emendato, oggetto di un negoziato durissimo tra Giuseppe Conte e Mark Rutte durato fino all’ultimo minuto, del quale il coriaceo olandese alla fine si dice soddisfatto. In sostanza, i piani presentati dagli Stati membri saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, in base alle proposte presentate dalla Commissione. La valutazione sul rispetto delle tabelle di marcia e degli obiettivi fissati per l’attuazione dei piani nazionali sarà affidata al Comitato economico e finanziario (Cef), gli sherpa dei ministri delle Finanze. Se in questa sede, “in via eccezionale”, qualche Paese riterrà che ci siano problemi, potrà chiedere che la questione finisca sul tavolo del Consiglio Europeo prima che venga presa qualsiasi decisione.