“Ci risiamo, nuovi ricoveri Covid”: lo sfogo di un infermiere di Cremona

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“Ci risiamo. In reparto abbiamo ricominciato a ricoverare pazienti Covid con gravi insufficienze respiratorie. Per ora la cosa è limitata, non come a febbraio o marzo o l’inizio di aprile. Ma il coronavirus non si è dimenticato di fare il suo lavoro, e da bravo virus fa quello che deve: infetta nuovi ospiti per sopravvivere. Niente di più e niente di meno. Noi esseri umani, invece, dall’alto della nostra intelligenza ed evoluzione tecnologica e scientifica, facciamo finta che non esista”. E’ lo sfogo su Facebook di un infermiere dell’ospedale di Cremona, una delle province che nei giorni clou dell’emergenza Covid-19 è stata fra le più colpite.

Le sue parole, il selfie pubblicato che lo ritrae bardato e con mascherina, toccano un nervo scoperto. Il ricordo dei giorni drammatici di marzo-aprile è ancora vivo nei cremonesi. E il post di Luca Alini, questo il nome dell’autore, diventa virale. Piovono i commenti. Tanto da spingere l’Asst a precisare che “non sono i casi gravi di marzo. Ci sono stati dei ricoveri in questi giorni in reparti ordinari, in parte legati a focolai già noti, come peraltro già spiegato pubblicamente nei giorni scorsi”. Ma, tiene a precisare l’ospedale, la terapia intensiva “resta Covid-free”, agognato traguardo raggiunto “ormai 5-6 settimane fa”.

Il post dell’infermiere è datato 9 luglio e si riferisce al giorno prima. Quale sia oggi la situazione a Cremona lo spiega più approfonditamente all’Adnkronos Salute il direttore sanitario della struttura, Rosario Canino: “La premessa d’obbligo è che siamo lontani anni luce dalla crisi di marzo-aprile. Possiamo definirla una situazione abbastanza tranquilla, attenzionata ma tranquilla. Da venerdì scorso abbiamo avuto dei ricoveri, in tutto parliamo di 10 pazienti, 8 in Malattie infettive e due in Pneumologia. Di questi ultimi solo uno è in ventilazione non invasiva col casco. Le condizioni di tutti sono stabili e non c’è preoccupazione né si deve fare allarmismo”.  

Canino ribadisce che “occorre sempre molta attenzione, perché in zona si sono rilevati focolai. Due dei pazienti che sono stati ricoverati in questi giorni sono riconducibili a due focolai identificati (Viadana e l’azienda di ovoprodotti Parmovo). Ma non sono arrivati tutti in un colpo solo. Certo in quei giorni ci preparavamo a festeggiare l’uscita dall’ospedale degli ultimi due pazienti Covid, che sono stati poi effettivamente dimessi insieme anche a un altro paziente che era fra i nuovi ingressi. Questo traguardo è slittato. Ma speriamo di poterci riavvicinare al più presto”.

I pazienti “che abbiamo in questo momento – tiene a ribadire il direttore sanitario – hanno un quadro di polmonite ma non insufficienza respiratoria, tranne il paziente sotto ventilazione non invasiva. L’invito alle persone è a non abbassare la guardia sulle misure di contenimento dell’infezione: distanziamento fisico, mascherina e lavaggio delle mani. Senza seminare il panico, è importante continuare sulla strada dell’attenzione”.

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