Coronavirus, la pandemia dilaga in tutto il mondo

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L’Oms ha lanciato un nuovo allarme: il coronavirus continua a correre. In 24 ore è stato registrato un nuovo record con 230.370 nuovi contag. L’aumento più rilevante dei casi è stato registrato ancora negli Stati Uniti, in Brasile, India e Sudafrica. Anche il Messico preoccupa. L’India con 28.701 nuovi casi accertati registra il suo nuovo record nell’epidemia di coronavirus. Gli ultimi contagi portano il totale a 878.254, il terzo al mondo dopo Usa e Brasile. I morti finora sono 23.174.Lo ha annunciato il ministero della Sanità e del Welfare, aggiornando a 878.254 il totale dei positivi nel Paese. L’India è il terzo Paese più colpito al mondo per numero di contagi dopo Stati Uniti e Brasile, ha riferito il ministero della Sanità. In totale, in India si contano ora 301.609 casi attivi, mentre sono più di 550mila le persone guarite. 

Negli Stati Uniti si sono registrati altri 59.747 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, aggiornando così a 3.301.820 il totale dei positivi. Lo rende noto la Johns Hopkins University, che parla di 135.171 morti negli Stati Uniti per complicanze legate al Covid-19, 442 in più rispetto al giorno precedente. Da qualche giorno la Florida continua a far registrare nuovi record negativi: ieri sono stati 15.300 i nuovi casi per un totale di 269.811 infezioni. Si tratta dell’aumento più significativo di contagi nello stato dall’inizio della pandemia, stando alle autorità sanitarie locali. 

Il Messico ha superato l’Italia per numero di morti causati da complicanze legate al coronavirus, raggiungendo le 35.006 vittime e diventando così il quarto Paese al mondo per decessi nella lista compilata dalla Johns Hopkins University. Il ministero della Salute messicano ha quindi confermato 299.750 positivi nel Paese, superando così la Gran Bretagna e diventando il settimo Paese più colpito al mondo. In questa situazione, ”è inutile” cercare di individuare i colpevoli della pandemia, ha dichiarato il sottosegretario per la Prevenzione e la Promozione della Sanità in Messico, Hugo López-Gatell. ”Si tende a cercare dei colpevoli e questo è poco produttivo”, ha dichiarato López-Gatell citato dal quotidiano ‘El Universal’.

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