La carenza di vitamina D e l’obesità: Cosa fare?

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Ipovitaminosi D e obesità sono due problematiche correlate più di quanto si pensi: la carenza di vitamina D infatti rappresenta uno dei più comuni deficit di micronutrienti presenti nel grande obeso. Certo lo stile di vita svolge un ruolo chiave nell’eccesso di massa adiposa dei candidati alla chirurgia bariatrica: nutrirsi di alimenti ipercalorici e vita sedentaria rimangono infatti i principali colpevoli. Tuttavia, pare che non vada sottovalutato nemmeno il ruolo della vitamina D.

La carenza di vitamina D e l’obesità: le cause

Numerosi studi hanno abbinato l’incremento dell’ipovitaminosi D con l’aumento della BMI e quindi del sovrappeso. Si è visto che la maggior parte degli obesi ne soffre. Pare che in questi pazienti la prevalenza della carenza di vitamina D sia superiore del 35% rispetto ai normopeso e del 24% rispetto a quelli sovrappeso.

Per comprenderne le cause, è importante presentare meglio questo nutriente. I livelli circolanti di vitamina D possono essere influenzati da diversi fattori, a cominciare dall’irradiazione solare, ma anche dall’invecchiamento e/o dall’iperpigmentazione cutanea e dall’utilizzo di creme solari protettive. L’obesità, inoltre, comporta alcuni fattori aggiuntivi.

Come noto, la vitamina D è implicata nel metabolismo fosfo-calcico e della fisiologia dell’apparato scheletrico, ma i suoi ruoli non si limita a questi. I suoi recettori, infatti, sono espressi in numerosi organi e tessuti, tra questi il tessuto adiposo viscerale e sottocutaneo.

In particolare, per comprendere la biodisponibilità della vitamina D, è importante sapere che essa viene immagazzinata (e pare anche metabolizzata) non solo nel tessuto muscolare ma anche in quello adiposo. Un eccesso di quest’ultimo può diminuire dunque la disponibilità del nutriente.

La vitamina D pare inoltre favorire l’accumulo di massa adiposa, fattore che peggiora il quadro generale.

Va sottolineato che l’aumento della superficie cutanea dell’obeso potrebbe portare dei vantaggi nell’esposizione solare e quindi nella sintesi. Tuttavia, questo non comporta i vantaggi sperati. Infatti, è noto che questi pazienti conducano spesso una vita sedentaria, poco all’aria aperta, e tendano a coprirsi molto per evitare il giudizio sociale. Infine, nonostante la tendenza a introdurre troppe calorie, potrebbero assumere in modo insufficiente alimenti naturalmente ricchi di vitamina D (pesce, latte e derivati, alcune varietà di funghi).

Cosa fare?

La vitamina D è un elemento importante per il funzionamento del nostro organismo. In caso di obesità è consigliabile tenerne sotto controllo i valori. In caso di ipovitaminosi D il consiglio è quello di rivolgersi al medico, che potrebbe consigliare una supplementazione. Va a questo proposito tenuto presente che la correzione dell’ipovitaminosi D richiede nei grandi obesi dosi di vitamina D (in particolare nella forma di colecalciferolo) notevolmente superiori rispetto a quelle raccomandate nei pazienti normopeso.

Infine, particolare attenzione va riservata ai pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica, cioé quella mirata alla riduzione del peso.

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