Non piantateli: Mistero su semi spediti a casa dalla Cina

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“Non piantate quei semi”. È la raccomandazione del Dipartimento dell’agricoltura in merito a misteriosi pacchetti di semi che in questo periodo, molti cittadini statunitensi stanno ricevendo tramite posta, che non hanno mai ordinato, apparentemente provenienti dalla Cina. Si tratta di semi di diverso tipo. Solo in Florida si contano più di 600 segnalazioni. Al momento non è nota la natura di questi particolari invii. Il fatto che non venga richiesto nessun pagamento ha però messo ancora di più in allarme il dipartimento dell’agricoltura statunitense, che sta indagando insieme ai servizi doganali e alle agenzie federali.

Il Dipartimento chiede inoltre ai cittadini di denunciare l’arrivo di questi misteriosi semi, e soprattutto di non piantarli, né mangiarli, bruciarli o macinarli. Ma di cosa si tratta? Ci sono più ipotesi al vaglio degli investigatori. La prima riguarda una possibile minaccia per l’agricoltura: «Non sappiamo cosa siano e non possiamo rischiare alcun danno alla produzione agricola degli Stati Uniti» ha dichiarato il dipartimento dell’agricoltura del Kentucky. «I semi potrebbero risultare invasivi e potrebbero introdurre malattie sconosciute in piante locali, danneggiare il bestiame e minacciare l’ambiente». L’altra ipotesi riguarda una possibile truffa, chiamata “brushing”.

Il funzionamento è piuttosto semplice, e solitamente si basa su dati di Amazon o altri siti di e-commerce: il rivenditore viene a conoscenza dell’indirizzo di un compratore qualsiasi (rubando gli account o comprando dati rubati da altri) e utilizza il suo profilo per lasciare una recensione positiva sul prodotto ricevuto. Altre volte vengono “clonati” i profili, con tutte le informazioni del caso. In questo modo il rivenditore aumenterà la propria classificazione, e per farlo è disposto a inviare il prodotto senza esigere un pagamento. Tuttavia, molti Stati, tra cui Washington e Alabama, , evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno etichettato le spedizioni come “contrabbando agricolo”.