Unico caso al mondo di trapianto eterotopico di fegato parziale eseguito al Policlinico di S. Orsola di Bologna

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Bologna, 21/07/2020. Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna Policlinico di S.Orsola. MATTEO RAVAIOLI Chirurgo Epatobiliare responsabile fase chirurgica del Programma Trapianti di Rene di Bologna. MATTEO CESCON Direttore U.O Chirurgia Generale e dei Trapianti. Foto Paolo Righi

Unico caso al mondo di trapianto eterotopico di fegato parziale (ovvero in una sede anatomica diversa da quella naturale, in questo caso la milza). Eseguito al Policlinico di S. Orsola di Bologna. Il caso è stato accettato per la pubblicazione dall’American Journal of Transplantation, la rivista trapiantologica a più alto impatto internazionale.

L’intervento, ideato dal professore Matteo Ravaioli ed eseguito presso la Chirurgia Generale e Trapianti diretta dal professore Matteo Cescon, ha previsto l’impianto di una piccola porzione di fegato al posto della milza del ricevente e quando la porzione di fegato è cresciuta sufficientemente per svolgere autonomamente la propria funzione si è proceduto alla rimozione del fegato originario che presentava metastasi epatiche non resecabili da tumore del colon. In questo modo è stato possibile curare il tumore ed eseguire il trapianto di fegato.

Il paziente ora sta bene e conduce una vita normale senza limitazioni. L’unicità dell’intervento è consistita nell’avere impiantato nella milza del paziente non un organo intero, non disponibile, ma solo una sezione di fegato del donatore per consentire di crescere adeguatamente e al contempo non entrare in contatto con il fegato metastatico che avrebbe potuto compromettere anche il nuovo organo. Quindi è stato possibile eseguire la rimozione totale dell’organo malato.   

Questo intervento chirurgico si colloca perfettamente all’interno della mission trapiantologica e oncologica del neonato IRCCS Policlinico di S. Orsola. Il nuovo Irccs, infatti, segna la strada che porterà Bologna ad avere un ruolo da protagonista a livello nazionale e internazionale nel mondo della ricerca applicata e al trasferimento dei risultati scientifici sul piano clinico ed assistenziale.

Per i pazienti con patologie molto complesse che già oggi, da tutta Italia e non solo, vengono curati in questi ospedali, significa poter contare su protocolli sperimentali e ricevere i trattamenti più innovativi. Per i professionisti, sviluppare ulteriormente l’attività di ricerca anche entrando a far parte di reti internazionali.