Celiachia: sintomi, diagnosi e trattamento

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La celiachia è una infiammazione dell’intestino tenue provocata da una reazione immunitaria al glutine. Il glutine è una proteina presente nella farina di frumento, nell’orzo, nella segale e nell’avena. Quando una persona affetta da celiachia ingerisce alimenti contenenti glutine, nella parte superiore dell’intestino si scatena una forte infiammazione che impedisce all’organismo di assorbire dal cibo determinati nutrienti. Poiché l’intestino tenue è la sede principale dell’assorbimento delle sostanze nutritive nel circolo sanguigno, il malfunzionamento di questo meccanismo può privare cervello, sistema nervoso, ossa, fegato e altri organi di sostanze essenziali, causando in alcuni casi gravi deficienze vitaminiche che possono condurre ad altre malattie.

La celiachia riguarda l’1% della popolazione italiana e mondiale. In Italia parliamo quindi di 600.000 persone di cui solo un terzo ha ricevuto una diagnosi. Circa 400.000 pazienti rappresentano la porzione nascosta dell’”iceberg della celiachia”, metafora attraverso la quale si rappresenta il fenomeno delle diagnosi sommerse. In media sono richiesti ancora 6 anni per giungere a una diagnosi dall’inizio dei sintomi.

I sintomi della celiachia
Non esistono sintomi tipici della celiachia. La maggior parte delle persone che ne risultano affette lamentano disturbi generici come diarrea e dolori addominali; altre invece non manifestano alcun problema gastrointestinale. I sintomi della celiachia possono simulare quelli di altre malattie come la sindrome del colon irritabile, l’ulcera gastrica, il morbo di Crohn, infezioni parassitarie, anemia, disordini della pelle o disturbi nervosi. La celiachia si può manifestare anche con cambiamenti del comportamento come irritabilità o depressione, disturbi allo stomaco, dolori alle giunture, crampi muscolari, eczemi cutanei, ferite alla bocca, disordini ai denti o alle ossa e movimenti delle gambe e dei piedi (neuropatia).

Come si può trattare la celiachia?
La celiachia non ha cure, ma la si può tenere sotto controllo efficacemente attraverso un cambiamento di dieta. Una volta che il glutine è rimosso dalla dieta, le infiammazioni dell’intestino tenue cesseranno entro alcune settimane.
All’inizio può essere necessario prendere integratori vitaminici e di minerali che il medico o il dietologo prescriverà per aiutare a correggere le deficienze alimentari. La guarigione completa avviene nell’arco di alcuni mesi per quanto riguarda i pazienti più giovani, e in 2 o 3 anni negli individui più anziani. Nei bambini i vantaggi di una dieta libera da glutine sono immediati: non solo i loro sintomi fisici migliorano immediatamente, ma pure il comportamento e la crescita prendono subito a normalizzarsi.
L’eliminazione del glutine dalla dieta comporta la necessità di fare a meno di tutti i cibi e gli ingredienti derivati dalla maggior parte dei grani, frumento, orzo, segale e avena inclusi. A causa del danneggiamento dell’intestino causato dal glutine, anche la digestione di cibi che non lo contengono possono causare dolori addominali e diarrea.

Alcune persone affette da celiachia, ad esempio, non sono in grado di tollerare lo zucchero contenuto nel latte (lattosio) che si trova nei prodotti caseari, condizione chiamata intolleranza al lattosio. Se è questo il caso, bisogna ridurre il cibo e le bevande che contengono lattosio così come quelli che contengono glutine. Una volta che l’intestino è guarito, si può essere in grado di digerire di nuovo i prodotti caseari. Tuttavia ci sono soggetti che sperimentano intolleranza al lattosio nonostante un trattamento della celiachia che ha avuto successo. Se si fa parte di questo gruppo, si deve evitare indefinitivamente prodotti che contengono il lattosio.