Coronavirus, Crisanti: “Discoteche favoriscono i contagi, bene la chiusura”

61

La stretta sulle discoteche “penso che sia un provvedimento coraggioso, coerente, che mette fine alla babele di voci e provvedimenti e sicuramente dà un segnale ai giovani”. Ne è convinto il virologo Andrea Crisanti, responsabile del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova.  

“Penso che abbia anche un impatto sulla trasmissione perché le discoteche sono un luogo dove sicuramente viene favorita la diffusione” di Covid-19, visto che “si entra involontariamente in contatto con persone che non si conoscono, perché aumenta la respirazione e sono condizioni in cui si facilita l’infezione. Non dimentichiamo che ci sono stati numerosi casi di partite calcio e di rugby, durante le quali alcuni giocatori contagiati hanno infettato tutta la squadra”. Nelle discoteche “la situazione è molto simile. Penso dunque sia un provvedimento in linea con la situazione attuale che vede un aumento dei positivi, specie fra i giovani”, continua Crisanti, che aggiunge: “I casi in Italia rispetto a 2-3 settimane fa si sono triplicati, ma originano principalmente da trasmissione endogena, e sono sicuramente importanti. L’Italia non sta in una bolla impermeabile rispetto a quanto succede del mondo”. 

“Concentrare i test al rientro negli aeroporti non è gestibile nel lungo periodo”, dice ancora il virologo. La soluzione sarebbe che “i viaggiatori di ritorno in Italia facessero i test ‘a monte’, prima di partire. E le compagnie aeree dovrebbero accettare solo passeggeri con test negativo, come l’Inghilterra sta pensando di fare con la Spagna” dice ancora Crisanti, ospite questo pomeriggio di Sky Tg24.  

“Io vorrei prendere spunto per dire che senza l’aiuto di tutti quanti, il sistema sanitario nazionale non ce la farà a fronteggiare il virus nel caso in cui a ottobre o novembre si moltiplicassero i focolai” di Covid-19 “per dimensioni e per numero”: questo quindi il monito che lancia Crisanti. “Senza il contributo puntuale di ognuno di noi nell’applicare comportamenti virtuosi il sistema sanitario nazionale non ce la farà, non ci sono dubbi – ribadisce il virologo – e bisogna dirlo chiaro e tondo agli italiani, punto. Penso che ci siano state dichiarazioni dettate da un eccessivo ottimismo e sicuramente non da un’analisi approfondita e forse molti adesso sono in fase di ripensamento, è stato però generato un senso di falsa sicurezza che non ha aiutato”