Cozze contaminate dall’epatite A, allarme in Italia

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A dish of mussels cooked with black pepper

Cozze vive (Mytilus galloprovincialis) contaminate dal virus dell’epatite A, e finite sui banchi italiani e austriaci. A denunciarlo è la stessa Italia con la comunicazione 2020.3435 del 26 agosto alle autorità sanitarie dell’Unione europea, tramite il Rasff, il sistema di allerta rapido dell’Unione europea. Non sono stati comunicati i lotti delle cozze vive contaminate prodotte in Italia e distribuite per la vendita anche in Austria, ma il ritiro riguarda non solo la Grande distribuzione ma pescherie e mercati.

L’invito è quello di prestare la massima attenzione e a non consumare le cozze vive prive di etichettatura, anche se il ritiro dice “prodotto (presumibilmente) non più sul mercato”.

Cozze contaminate dall’epatite A, sintomatologia

L’Epatite A è una malattia del fegato causata dal virus HAV (Hepatitis A Virus). La trasmissione dell’infezione avviene per via orofecale. In genere il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona, mentre solo raramente sono stati osservati casi di contagio per trasfusioni di sangue o prodotti derivati. Causa comune di infezione è il consumo di acqua o cibi crudi o non cotti a sufficienza, soprattutto molluschi, contaminati con materiale fecale contenente il virus. Il virus dell’Epatite A causa disturbi improvvisi e di breve durata. La gravità dei sintomi varia a seconda dell’età del paziente e trattasi, generalmente, di stanchezza e spossatezza, febbre (fino a 38 °C), perdita di appetito, nausea, mal di testa, dolori muscolari, dolore all’addome (al di sotto delle costole, sul lato destro, in corrispondenza del fegato). Con il proseguire della malattia compaiono altri sintomi, quali una colorazione molto scura delle urine, una colorazione molto chiara delle feci, ittero e prurito.