I popcorn cotti al microonde fanno male? Ecco cosa devi sapere

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I popcorn sono uno degli snack più amati e traversali: d’estate e d’inverno, difficile resistere al richiamo dei morbidi e scoppiettanti pop corn, soprattutto davanti ad un bel film. L’abitudine di associare film e popcorn risale alla Grande Depressione americana, quando il mais scoppiato era lo snack più economico da concedersi insieme ad uno dei divertimenti che stava entrando di diritto nella vita di tutti i cittadini, anche dei più poveri: la magia del cinema.

Dopo tanti anni, e dall’altra parte dell’oceano, anche noi risentiamo di questa abitudine e amiamo il popcorn, al cinema ma anche a casa: negli ultimi anni hanno invaso gli scaffali dei supermercati le bustine di popcorn fai-da-te, da mettere in forno a microonde e che promettono un sacchetto di caldi e gustosi popcorn proprio come quelli del cinema.

Tutto bene, se non fosse che questo tipo di popcorn al microonde nasconde più di una insidia per la salute: innanzitutto, come è facile immaginare, queste confezioni contengono conservanti ed additivi indesiderati, che rendono il popcorn più grasso e pesante.

Tra gli additivi più pericolosi che possiamo trovare nei popcorn da microonde c’è il diacetile (“Dyathecil”), a cui bisognerebbe sempre fare attenzione quando si consultano le etichette: è infatti un aromatizzante, derivato dalla fermentazione alcolica, e serve a dare quel sapore di burro ai popcorn ma anche ad altri prodotti confezionati come i biscotti.

Secondo una ricerca dell’Università del Minnesota, pubblicata sulla rivista “Chemical Research in Toxicology”, il diacetile ha una struttura analoga a quella di altre sostanze che sono ritenute responsabili delle placche cerebrali che portano all’insorgenza del morbo di Alzheimer.

In America il consumo esagerato di diacetile ha portato all’insorgere di un disturbo respiratorio, chiamato “bronchiolitis obliterans”, un particolare tipo di polmonite, che ha colpito anche i lavoratori di alcuni stabilimenti di popcorn. Da quel momento gli stabilimenti statunintensi, o meglio alcuni di loro, hanno deciso di sostituire il diacetile con altri additivi aromatizzanti, di cui ancora non si conoscono bene eventuali effetti collaterali.