Le aragoste vive mentre muoiono soffrono

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Non sono movimenti riflessi e automatici, ma espressioni di autentica sofferenza. Lo dimostra una ricerca scientifica pubblicata sul Journal of Experimental Biology. Quando vengono immerse ancora vive nell’acqua bollente le aragoste soffrono, così come fanno i granchi e gli altri crostacei. La scoperta, pubblicata sul Journal of Experimental Biology, contraddice quanto si è creduto finora, ossia che i loro movimenti fossero semplicemente dei riflessi automatici.

Dolore – I ricercatori hanno osservato infatti il comportamento di granchi comuni sottoposti a una piccola scossa elettrica. “L’esperimento”, ha detto Elwood Barry, “è stato progettato in modo da poter distinguere chiaramente le reazioni dovute al dolore da quelle generate da un movimento riflesso chiamato nocicezione”.

Non è automatismo è una sofferenza atroce – Quest’ultima è una reazione generata dalle terminazioni nervose periferiche. Mentre la prima è una reazione consapevole, la seconda è una sorta di automatismo. Finora si riteneva che i crostacei non provassero dolore, ma l’esperimento ha dimostrato che, dopo aver provato la prima scossa elettrica, cercano di nascondersi. Il risultato, affermano i ricercatori, non può non avere conseguenze sul modo in cui aziende alimentari e cuochi trattano granchi, gamberi e aragoste: “Contrariamente a quanto avviene per altri mammiferi, spiega il ricercatore, “per i crostacei non viene adottata alcuna forma di protezione nella convinzione che non soffrano, ma la nostra ricerca dimostra che le cose stanno diversamente”.