Mauritius, la nave giapponese si è spezzata in due: è distrastro ambientale

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This aerial picture taken on August 16, 2020, shows leaked oil on the surface of water from MV Wakashio bulk carrier that had run aground and broke into two parts near Blue Bay Marine Park, Mauritius. - A ship that has leaked more than 1,000 tonnes of oil in pristine waters off the Mauritius coast has split into two, its Japanese operator said August 16, 2020. (Photo by STRINGER / AFP)

La nave Mv Wakashio, incagliata dal 25 luglio su una barriera corallina al largo della Mauritius, si è spezzata in due tronconi. Il cargo nipponico trasportava circa 4mila tonnellate di petrolio: le squadre di soccorso sono riuscite a pomparne quasi 3mila, ma ne resterebbero ancora 90 tonnellate infiltrate in varie parti della nave e che ora, si teme, possano finire in mare.

La marea nera visibile dallo spazio. La marea nera di carburante fuoriuscita dalla petroliera è visibile dallo spazio da dove appare come un laccio stretto intorno a Mauritius. L’ha ripresa il satellite Sentinel-2 del programma di osservazione della Terra Copernicus, gestito da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione europea. La perdita di carburante appare come una sottile linea nera circondata dal turchese dell’Oceano Indiano. Il petrolio è visibile sia vicino alla nave sia in altri punti della laguna.

La Nbc racconta che i cittadini hanno costruito delle barriere con tessuto, foglie di canna da zucchero e bottiglie di plastica vuote per contenere la fuoriuscita di petrolio. Mentre persone da tutto il Paese accorrono sul luogo del disastro per contribuire alla costruzione delle barriere, intorno alla petroliera si è creata una piccola comunità, con chioschi che vendono cibo, barbieri che tagliano capelli da porre sulle barriere per assorbire il petrolio e musicisti che si esibiscono gratuitamente la notte.

In centinaia hanno donato guanti, mascherine e altri dispositivi di protezione o li hanno indossati per pulire le mangrovie, affondati nel greggio fino alle ginocchia. Sono migliaia le specie vegetali e animali a rischio nelle lagune, ha spiegato alla Nbc, Shaama Sandooyea, biologa marina: “Ho lavorato un’ora alla volta per non ammalarmi ma ho iniziato ad avvertire cefalee, tosse e nausea. Altri hanno speso ore respirando le componenti volatili del petrolio.

Le autorità non ci hanno aiutato”. I fumi tossici hanno costretto a chiudere di nuovo le scuole a due mesi dalla riapertura seguita all’allentamento delle misure contro il coronavirus. Il governo delle Mauritius ha spiegato che, sebbene la maggior parte del contenuto della petroliera sia stato aspirato via, circa 166 tonnellate di carburante restano ancora nell’imbarcazione. Il ministro dell’Ambiente giapponese, Shinjiro Koizumi, ha promesso l’invio di specialisti per valutare i danni causati dall’incidente.