Preoccupazione per una tribù incontattata nell’Amazzonia Brasiliana

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Un gruppo di circa 10 indigeni incontattati pare sia entrato in una comunità indigena nella regione occidentale dell’Amazzonia brasiliana. L’incontro è avvenuto circa 10 giorni fa ed è stato riferito da Cazuza, un leader di Terra Nova, una comunità indigena kulina che vive sul fiume Envira, nello stato di Acre.“È la prima volta che si fanno vedere qui… C’erano donne, bambini e uomini adulti” ha dichiarato Cazuza a Globo News.

Prima di ritornare nella foresta hanno preso asce, manioca, banane, amache e indumenti. La notizia è allarmante perché le tribù incontattate sono estremamente vulnerabili all’influenza e ad altre malattie contro cui non hanno difese immunitarie. Molte sono state praticamente sterminate da malattie contratte durante i primi contatti con gli esterni. Si teme che la loro improvvisa comparsa possa essere un segnale della presenza di invasori, che li spingano fuori dal loro territorio.

José Carlos dos Reis Meirelles, che ha lavorato per 40 anni nel team del FUNAI preposto alle tribù incontattate dello stato di Acre, è preoccupato per il futuro della tribù. Al giornalista locale Altino Machado ha detto: “C’è il FUNAI nazionale lì in questo momento… e questo è presagio di molte morti”. Poiché il numero dei morti di Covid-19 tra i popoli indigeni continua ad aumentare, le tribù più remote e quelle incontattate sono sempre più a rischio di contrarre la malattia attraverso incontri come questo.

Il FUNAI, il dipartimento governativo agli affari indigeni, è stato gravemente indebolito sotto la presidenza di Bolsonaro esacerbando enormemente le minacce ai popoli indigeni e ai loro territori in tutto il Brasile. Sono stati licenziati gli operatori esperti sul campo, e molti dei suoi avamposti a protezione delle tribù incontattate sono stati chiusi.

L’unità per gli Indiani incontattati del Funai è ora guidata da un missionario evangelico legato alla controversa New Tribes Mission (oggi rinominata Ethnos360), il cui obiettivo è convertire le tribù incontattate. Nonostante le azioni legali intraprese dall’organizzazione indigena UNIVAJA e dal pubblico ministero per farlo rimuovere, Ricardo Lopes Dias è ancora al suo posto.

“La notizia di questo recente contatto è estremamente preoccupante perché c’è una reale possibilità che il gruppo abbia contratto l’influenza e la possa diffondere tra le vicine comunità incontattate” ha dichiarato la direttrice del Dipartimento ricerca e advocacy di Survival International , Fiona Watson. “Questo incontro evidenzia l’urgenza di riaprire le postazioni sul campo del FUNAI equipaggiandole al meglio per proteggere le tribù incontattate. È fondamentale anche lavorare con il SESAI (il segretariato sanitario indigeno) per sviluppare procedure adeguate e garantire che nell’area ci siano equipe di medici esperti nel trattare e contenere le ondate di influenza e coronavirus tra le comunità che vivono vicino alle tribù incontattate.”

Negli ultimi dieci anni, i popoli indigeni dell’Acre hanno visto aumentare i segnali della presenza delle tribù incontattate. L’ultimo contatto rilevante in questo stato è avvenuto nel 2014, quando un gruppo di Sapanawa incontattati è approdato in una comunità Ashaninka mentre fuggiva dai violenti attacchi delle bande dei taglialegna illegali. In pochi giorni, molti si sono ammalati gravemente di influenza e sono sopravvissuti solo grazie al rapido intervento di una equipe medica specializzata.