Puntura di Medusa, ecco cosa fare per un sollievo immediato

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Venire a contatto con una medusa può rovinare una tranquilla e rilassante giornata al mare. Non tutti però sanno comportarsi quando si verifica questo fastidioso incontro ravvicinato, rischiando di peggiorare la situazione. Come ottenere immediato sollievo dopo un’irritazione causata da una medusa? A fornire utili suggerimenti è l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Roma. Le indicazioni fornite, ovviamente, valgono anche per gli adulti.

Intanto va specificato che l’irritazione che si manifesta dopo il contatto con una medusa non è dovuta alla puntura o al morso di questo abitante del mare. A causare gonfiore e prurito è il liquido irritante contenuto nei tentacoli di questo elegante ma pericoloso animale. Inoltre, la reazione cutanea, accompagnata generalmente da dolore e arrossamento, avviene anche se la medusa non ci tocca. Basta infatti che il liquido espulso dai filamenti venga a contatto con la nostra pelle per innescare l’irritazione.

La conseguenza più immediata della sostanza tossica della medusa sulla nostra pelle è un forte bruciore, spesso doloroso. Subito dopo compaiono anche piccoli rigonfiamenti e il dolore si trasforma in intenso prurito. Maggiore è l’area del corpo irritata, più insopportabile sarà l’irritazione.

Per prima cosa andrebbe ispezionata l’area irritata per eliminare eventuali filamenti rimasti attaccati sulla pelle. Poi, è utile sciacquare con l’acqua del mare la zona interessata per tentare di diluire il liquido tossico della medusa che magari non è ancora penetrato nella pelle.

Per contrastare i fastidiosi effetti dell’irritazione, sarebbe opportuno applicare un gel astringente al clorulo di alluminio, che ha una efficacia più immediata della comune crema al cortisone. Quest’ultima infatti agisce non prima di 20 minuti, quando ormai il picco della reazione cutanea si dovrebbe attenuare da sola.

La gravità delle lesioni provocate dalle meduse varia infatti moltissimo da specie a specie: ve ne sono di completamente innocue mentre altre, soprattutto quelle che vivono nei mari dell’Australia, possono essere rapidamente mortali, provocando con il loro veleno un arresto cardiaco anche in persone precedentemente sane.

Anche con le specie dalle tossine meno urticanti non si può tuttavia escludere una reazione anafilattica. Particolarmente pericolose sono le cubomeduse, con ombrella di forma più cubica che tondeggiante. Alcune loro specie tipicamente tropicali ultimamente si trovano sempre più spesso anche nel Mediterraneo. Uno studio condotto su questa classe in particolare ha riscontrato un grave peggioramento conseguente al risciacquo con acqua di mare e agli impacchi di ghiaccio usati per dare sollievo al dolore, dopo la prima fase in cui è importante usare il caldo per neutralizzare la tossina.

Tra le cose da non fare assolutamente: applicare medicazioni fai da te a base di ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone. Se a seguito del contatto con la medusa, oltre all’irritazione sulla pelle, compaiono anche altri sintomi come disorientamento, difficoltà respiratorie e sudorazione eccessiva, bisogna chiamare immediatamente il 118.