Siccità: calo drastico dei livelli nei grandi bacini settentrionali, prosegue la grande sete al Sud

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Calo drastico dei livelli nei grandi bacini settentrionali e nelle portate del fiume Po, sotto quelle del 2019, mentre continua la difficile stagione idrica di Puglia e Basilicata. Questi i dati dell’ultimo bollettino dell’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche, che danno una mappatura della situazione italiana.

Al Nord, crollano le altezze idrometriche dei laghi Maggiore e Lario; restano, invece, in media l’Iseo ed il Garda, che continua a godere di ottima salute idrica. Del progressivo deflusso dai grandi invasi beneficiano i fiumi della Lombardia, dove solo l’Oglio è in leggero calo; nel Veneto, tengono le portate dell’Adige e dei principali corsi con il Piave in ottima salute, grazie al ripetersi di copiosi fenomeni temporaleschi sull’area dolomitica.

Le portate del fiume Po, da tempo sotto media, sono ora, però, scese sotto quelle registrate un anno fa, con una situazione da tenere sotto controllo. In Piemonte, i principali fiumi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo) sono in ripresa mentre l’Emilia Romagna si conferma fortemente condizionata dall’andamento pluviometrico territoriale: se sorridono Reno e Trebbia, sono praticamente dimezzate le già sofferenti portate di Secchia e soprattutto Savio.

In Centro Italia, in una situazione di sostanziale stabilità idrica, si segnala il trend negativo degli invasi marchigiani, che in una settimana calano di 2 milioni di metri cubi d’acqua, avvicinandosi ai livelli del siccitoso 2017 (oggi trattengono 41,28 milioni di metri cubi contro i 40 milioni di allora); nel Lazio, l’altezza idrometrica del lago di Bracciano scende a quote vicine al 2019 ed il fiume Liri Garigliano segna un altezza idrometrica dimezzata rispetto all’anno scorso.

In Campania è buona la condizione dei fiumi Volturno e Sele, entrambi con livelli superiori allo scorso anno.

Al Sud prosegue la discesa delle riserve idriche trattenute negli invasi di Puglia e Basilicata. Nel tacco d’Italia il calo è stato di 12 milioni di metri cubi in una settimana (il deficit idrico rispetto al 2019 è ora di oltre 54 milioni di metri cubi), con un prelievo medio quotidiano di 1 milione di metri cubi dal solo bacino di Occhito. Nei 10 giorni scorsi, gli invasi lucani sono calati di 18 milioni di metri cubi, toccando un deficit di 60,72 milioni di metri cubi rispetto al 2019. Infine, rimane confortante la situazione idrica dei bacini calabresi, mentre resta siccitosa la condizione di gran parte delle campagne siciliane.

In questo quadro di incertezza per il futuro idrico del Paese, quindi, arriva quantomai importante la notizia dal Mipaaf del bando di selezione per la progettazione strategica nel settore irriguo. Interventi fondamentali dal punto di vista economico e ambientale, in primis per l’agricoltura.