Valle D’Aosta, il ghiacciaio si scioglie, evacuata parte della Val Ferret

119

A causa di una nuova allerta scattata per il pericolo di crolli dal ghiacciaio di Planpincieux, sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco, il sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi, ha disposto l’evacuazione di una trentina di abitazioni che si trovano nella parte bassa della Val Ferret oltre al divieto di transito lungo la strada comunale della vallata. L’ordinanza al termine di una riunione con i tecnici regionali, che hanno fornito il quadro della situazione alla luce del rialzo termico atteso.

Nelle abitazioni da evacuare entro le 11 del 6 agosto “ci sono una ventina di residenti” e un “numero più alto di turisti, che sarà accertato solo con il censimento previsto domani mattina da parte delle forze dell’ordine e della protezione civile”, spiega all’ANSA il sindaco Miserocchi. Gli sfollati avranno una “zona di accoglimento” nel palaghiaccio di Courmayeur, con la collaborazione della Croce rossa. “Per i residenti valuteremo le soluzioni da trovare” mentre “i turisti dovranno trovare altre soluzioni”, anticipa il primo cittadino.

Monitorata massa da 500.000 metri cubi – I tecnici di Regione Valle d’Aosta e Fondazione montagna sicura in serata hanno spiegato all’amministrazione comunale di Courmayeur che l’evoluzione del ghiacciaio di Planpincieux ha delineato un “nuovo settore” con un volume di circa 500 mila metri cubi e, di conseguenza, una nuova “zonizzazione delle zone a rischio” (dal 24 settembre 2019 al 13 novembre scorsi un tratto della Val Ferret era stato chiuso per il pericolo di crollo di una porzione da 250 mila metri cubi), si tratta in particolare di una “zona rossa (massa densa)” e di una “zona gialla (nube aerosol)”. Inoltre sono stati rilevati “trend anomali di temperature”, con un rialzo atteso già dal 6 agosto.

La “situazione di rischio avrà una durata ridotta stimata in almeno tre giorni”, si legge nell’ordinanza comunale. Le persone che si trovano fuori dalle zone rosse e gialle possono scegliere di restare in Val Ferret “se ritengono di essere autonomi (anche rispetto alle scorte alimentari) per il periodo di almeno tre giorni”.

Gli sfollati avranno una “zona di accoglimento” nel palaghiaccio di Courmayeur, con la collaborazione della Croce rossa. «Per i residenti valuteremo le soluzioni da trovare» mentre «i turisti dovranno trovare altre soluzioni», anticipa il primo cittadino.