Business delle tombe a Monreale, 27 indagati per mercato delle sepolture

45

Al cimitero di Monreale, nel Palermitano, c’era un vero e proprio business dei defunti. Un mercato illegale delle sepolture con tanto di mazzette e documenti falsificati per aggirare i vincoli e utilizzare i loculi che arrivavano a costare anche 10mila euro a bara. Sono circa 200 i loculi finiti nel mirino della Procura e 27 gli indagati tra medici dell’Asp, funzionari comunali, titolari di imprese funebri e custodi del cimitero.

Il procuratore aggiunto Sergio Demontis e il sostituto Giorgia Spiri, che coordinano il lavoro dei carabinieri, ipotizzano i reati di falso, truffa aggravata, abuso d’ufficio e corruzione e potrebbero a breve chiedere il processo per gli indagati, tra cui figurano il custode del cimitero, Giuseppe Venturella, ma anche due medici dell’Asp, Ernesto D’Agostino e Giovanni Ruggieri, due necrofori, Luigi Teodosio e Pietro Basile, nonché l’addetto ai Servizi cimiteriali, Salvatore Ganci. Sotto inchiesta anche i rappresentanti di alcune agenzie di pompe funebri, come Salvatore Marchese, e diversi medici, tra cui Salvatore Ciofalo e Francesco Paolo Sutera, che per la Procura avrebbero certificato la morte di diverse persone senza neppure averne visto i cadaveri, in cambio di piccoli “regali”.

Tutto è iniziato cinque anni fam dopo una serie di esposti arrivati in Procura e dai primi accertamenti, già nel 2016, era emerso che il numero delle sepolture previsto nel cimitero di Monreale non combaciava con quello reale e si sarebbero quindi ricavate nuove tombe senza alcun permesso. Già allora erano state revocate dal Comune diverse concessioni e gli inquirenti avevano sequestrato vari documenti. 

Ma non finisce qui, i gestori di agenzie funebri, pur non avendo le autorizzazioni, sarebbero comunque riusciti a far seppellire i morti a Monreale, intascando i soldi per i servizi. I carabinieri hanno notificato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini. Le accuse a vario titolo sono di falso materiale, falso in atto pubblico, truffa aggravata, abuso d’ufficio, corruzione, soppressione di atti veri, falsificazione delle dichiarazioni sostitutive.