Dieci motivi per mantenere in salute la tiroide e come farlo

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La tiroide è una ghiandola endocrina posta a livello del collo, che secerne gli ormoni T3 e T4. Il primo è la forma attiva del secondo, e ha il compito di esaltare l’attività metabolica e l’irrorazione sanguigna di tutti i tessuti, con il risultato di fornire più ossigeno e nutrienti alle cellule e di aumentare la velocità di utilizzazione dei nutrienti a fini energetici (in pratica, è la centralina del metabolismo), evitando così la formazione di grasso in eccesso. La funzione della tiroide è a sua volta regolata dall’ormone TSH, secreto dall’ipofisi, che induce proprio la produzione degli ormoni T3 e T4 da parte della tiroide.

La produzione insufficiente di ormoni tiroidei è responsabile dell’ ipotiroidismo , caratterizzato da un rallentamento dei processi metabolici, causa dell’aumento di peso all’incirca nel 57% dei casi e ritenzione dei liquidi . I sintomi che si possono manifestare sono intolleranza al freddo, stanchezza, peggioramento del tono dell’umore (fino alla depressione in caso di ipotiroidismo grave e che perdura da tempo), fatica a concentrarsi e rallentamento psicomotorio. Il trattamento è farmacologico ed è una terapia sostitutiva con levotiroxina, il principale ormone tiroideo.

10 alimenti da incrementare o evitare

Per prevenire le patologie legate all’accrescimento e a un cattivo funzionamento della tiroide è raccomandabile introdurre nella dieta gli alimenti che maggiormente contengono iodio, così come moderarne il consumo in caso di ipertiroidismo.
Tra questi vanno ricordati:

  1. Sale iodato inserito nella variata ed equilibrata alimentazione al posto del sale comune, utilizzandone 5 grammi al giorno (massimo consentito per un adulto) apporta di 160μg di iodio.
  2. Pesce azzurro (sgombero, cefalo, baccalà, merluzzo, sardine, ecc…) : 1 porzione apporta circa 150μg di iodio e se ne consigliano 3 porzioni alla settimana.
  3. (gamberi, mazzancolle, astici, aragosta, granchi, ecc.): 1 porzione inserita nella dieta 1 volta a settimana apporta circa 120mg di iodio.
  4. : cotte a piacere, 100 grammi di vongole o cozze apportano 140 μg di iodio, l’importante è non esagerare perché contengono anche parecchio colesterolo oltre che non essere indicate durante la gravidanza. Condire la pasta o il riso con vongole o cozze è così un buon metodo per contenerne il consumo: anche solo 20 grammi di questi alimenti apportano circa 30 μg di iodio. Anche le alghe marine essiccate contengono molto iodio.
  5. Uova: un uovo di gallina contiene circa 35μg di iodio, si consiglia di consumare 2-3 uova a settimana, come prevede un’equilibrata alimentazione. Non di più perché sono molto ricche di colesterolo.
  6. una tazza di fagioli bianchi cotti è in grado di fornire circa il 40% del fabbisogno quotidiano.
  7. Yogurt: quello di latte intero apporta circa 78 μg di iodio, se ne consiglia 1 vasetto al giorno.
  8. : per avere un maggiore apporto di iodio è preferibile quella di vitellone (parte del muscolo senza grasso visibile) ed anche il fegato.
  9. Frutta secca a guscio: anacardi, noci , pistacchi ne sono ricchi ma non bisogna esagerare perché apportano molte calorie.
  10. Mirtilli rossi : questo frutto, tipico della stagione estiva, è particolarmente ricco di iodio.

I disturbi della tiroide richiedono una particolare attenzione alla dieta, ma anche nel caso occorra incrementare o diminuire lo iodio, occorre considerare gli altri alimenti indispensabili per la salute in quanto portatori di macro e micronutrienti come carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali. Alcuni alimenti come il latte e i suoi derivati non dovrebbero essere trascurati perché fondamentali nella dieta di ogni giorno. Nel Grana Padano DOP per esempio vi sono sostanze essenziali come le proteine ad alto valore biologico (8-9 aminoacidi essenziali) vitamine A e gruppo B tra le quali buone quantità di B12, minerali come il calcio, il selenio e lo zinco con potere antiossidante e utilI anche nelle disfunzioni tiroidee. Nell’ipertiroidismo vanno quindi valutati anche tutti i fabbisogni nutrizionali oltre alla quantità massima di iodio tollerata, per non correre il rischio di malnutrizione.

Cibi da tenere d’occhio

Ci sono invece sostanze che sono in grado di modificare l’assorbimento o l’utilizzo dello iodio (riducendone di fatto la disponibilità) e vengono pertanto definite “gozzigene”: tra questi i composti organici solforati, gli ftalati, gli idrocarburi policiclici aromatici e il litio, che agiscono con meccanismi differenti. Cavolfiori, rape e soia sono i principali alimenti contenenti queste sostanze, tuttavia il loro consumo moderato all’interno di una dieta varia non causa il manifestarsi di una disfunzione a livello della tiroide, ma potrebbe modificare l’effetto della terapia medicinale o ormonale in presenza di distiroidismo accertato.

Altri minerali importanti

Accanto allo iodio, di grande importanza risulta essere l’apporto di altri micronutrienti quali selenio, zinco e magnesio . In particolare, il selenio potrebbe essere utile per la prevenzione delle disfunzioni tiroidee. Tra gli alimenti più ricchi in selenio vanno ricordati nuovamente il pesce azzurro (sardine fresche in primis), i molluschi ma anche il fegato (frattaglie) e a seguire cereali , soprattutto integrali, e prodotti lattiero-caseari come il Grana Padano DOP . Zinco e magnesio giocano un ruolo meno cruciale ma sono microelementi implicati in numerose funzioni nell’organismo che riguardano anche la funzione endocrina e pertanto la dieta deve garantirne il corretto fabbisogno giornaliero