Fao lancia “Città verdi”: piano post Covid per il benessere urbano

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Milan, Italy, High-rise house with trees, shrubs and hedges in the city of Milan.

Migliorare, nei prossimi tre anni, le condizioni di vita e il benessere delle popolazioni urbane e periurbane in almeno 100 città (15 centri metropolitani, 40 città intermedie e 45 cittadine) in tutto il mondo, puntando a 1000 centri urbani aderenti entro il 2030. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa “Città verdi” presentata da Fao nell’evento virtuale “Green Cities to Build Back Better for SDGs – A New Powerful Venture” (Verso una ricostruzione efficace e il conseguimento degli OSS grazie alle Città verdi – Un nuovo promettente progetto), organizzato nell’ambito della 75esima sessione dell’Assemblea Generale ONU.

“Città verdi” e il relativo piano d’azione, vuole contribuire a trasformare i sistemi agroalimentari, ponendo fine alla fame e migliorando la nutrizione nelle città e nelle aree periferiche una volta superato il Covid. Al centro, dunque, l’ambiente urbano, potenziando i collegamenti tra aree urbane e zone rurali e accrescendo la resilienza di sistemi, servizi e abitanti delle città agli shock esterni. Garantendo l’accesso a un ambiente salubre e a un’alimentazione sana a partire da sistemi alimentari sostenibili, essa contribuirà, inoltre, a mitigare i cambiamenti climatici, a favorire l’adattamento al clima e a consentire una gestione sostenibile delle risorse.

Con la nuova inziativa Fao, si prevede anche la creazione di una “Rete di città verdi” in cui centri di ogni dimensione, dalle megalopoli a quelli di medie e piccole dimensioni, si scambieranno esperienze sulle migliori pratiche, sui successi conseguiti e sulle lezioni apprese, e svilupperanno opportunità di collaborazione reciproca. Oltre a intensificare la collaborazione con le autorità locali e nazionali, i consigli comunali, i sindaci, il settore privato, le istituzioni accademiche e le organizzazioni internazionali, Fao si relazionerà anche con le comunità urbane, soprattutto con donne e giovani.

Per il direttore generale, QU Dongyu, è enorme il potenziale delle città nel mitigare gli effetti negativi del virus sulla salute delle persone e sulla sicurezza alimentare, oltre alla loro capacità di contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Da parte sua l’incoraggiamento ad apprezzare sia il ruolo essenziale che le città possono rivestire in una ricostruzione efficace (“building back better”) e ad avviare azioni innovative, globali e coordinate.

“Per avere città molto più verdi, più resilienti e rigenerative -ha dichiarato- dobbiamo ripensare al modo in cui le aree urbane e periurbane vengono progettate e gestite. Ci sono rimasti soltanto dieci anni per conseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Dobbiamo cambiare radicalmente prospettiva e ripensare i nostri modelli di business”.

I DATI – L’importanza del verde urbano

Il nostro è un pianeta sempre più urbanizzato. Entro il 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane e il 90% di questa crescita si registrerà in Africa e in Asia. Circa il 70% di tutte le risorse alimentari sarà consumato dagli abitanti delle città, un dato che appare in costante aumento. La crescita demografica e la rapida urbanizzazione determinano cambiamenti delle abitudini alimentari e un aumento della domanda di beni e servizi di base, accanto a una crescente competizione per le risorse naturali per garantire a tutti l’accesso a un’alimentazione sana.

Le amministrazioni locali incontrano sempre maggiori difficoltà a rispondere alle esigenze degli abitanti delle zone urbane e periurbane e la pandemia da Covid non ha fatto che aggiungere nuove criticità, causando interruzioni dei sistemi alimentari, perdita di posti di lavoro e insicurezza alimentare, con un peggioramento delle condizioni di vita soprattutto delle fasce più vulnerabili della popolazione. Di conseguenza, molte comunità urbane e periurbane sono più che mai esposte al rischio di insicurezza alimentare e nutrizionale nonché a malattie non trasmissibili correlate alla dieta e registrano un numero crescente di casi di sovrappeso e obesità. Le città moderne consumano quasi l’80% dell’energia prodotta complessivamente in tutto il mondo, generano il 70% dei rifiuti accumulati a livello globale e sono responsabili del 70% circa di tutte le emissioni di gas a effetto serra legate all’energia.

Mantenere sistemi alimentari sostenibili e avere più spazi verdi, comprese aree agricole e boschive urbane e periurbane, rappresenta un obiettivo fondamentale per le città, poiché ne accresce la resilienza ai cambiamenti climatici e alla pandemia da Covid, evitando che le emergenze sanitarie interrompano l’approvvigionamento e la distribuzione dei generi alimentari in queste zone.