Individuati alcuni meccanismi del tumore alla mammella: La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications

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Un gruppo di ricercatori internazionali guidati da Giannino Del Sal, ha individuato dei meccanismi che portano un tumore alla mammella a creare metastasi e quindi diventare potenzialmente letale. La ricerca, di importanza mondiale, è stata appena pubblicata su Nature Communications

Giannino Del Sal, docente dell’Università di Trieste, responsabile del programma “Segnalazione, microambiente tumorale e metabolismo cellulare” dell’IFOM e coordinatore del Laboratorio Cancer Cell Signalling all’ICGEB di Trieste, parlerà di questa importante scoperta in occasione di Trieste Next 2020, la manifestazione che si tiene dal 25 al 27 settembre.

Dobbiamo immaginare i tumori come qualcosa di più di un semplice ammasso di cellule cancerose. Si tratta piuttosto di strutture complesse, dove le cellule maligne cooptano altri tipi di cellule e tessuti normalmente sani. Tutto questo forma una sorta di ecosistema (“aberrante”, appunto) dove il tumore prolifera ed eventualmente metastatizza, diventando così un serio pericolo per la sopravvivenza del paziente. Grazie al sostegno di Fondazione AIRC, il gruppo di ricerca diretto da Del Sal, ha compreso il funzionamento di un processo che favorisce la formazione delle metastasi che potrà in futuro essere il target di terapie mirate e personalizzate.

Interessante la metodologia ad alto contenuto tecnologico utilizzata, messa disposizione dall’Università di Trieste: si sono infatti unite spettrometria di massa, microscopia elettronica e in super risoluzione. Con questa tecnica lo studio ha individuato un meccanismo che gli autori ritengono alla base della formazione delle metastasi. Questo meccanismo è collegato alla trascrizione in un microRNA, una molecola messaggera che contiene le informazioni con cui “costruire” le proteine. Questo microRNA in particolare (miR-30d) è associato a una mutazione genetica che porta alla sintesi di una proteina (l’oncoproteina p53) presente nelle cellule tumorali. 

Gli autori hanno osservato che nelle cellule cancerose con questa mutazione, l’apparato del Golgi, una struttura che funziona da stazione di maturazione, smistamento e rilascio di proteine verso l’esterno della cellula, è alterato e favorisce probabilmente la secrezione di molecole che stimolano la crescita e il funzionamento dell’ecosistema aberrante.