l fumo degli incendi Usa è arrivato fino in Europa

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Il fumo causato dagli incendi che da settimane imperversano negli Stati Uniti ha raggiunto l’Europa. Come spiegato dall’Agenzia Spaziale Europea, i roghi sono cosi vasti e potenti che, da quando nel 2003 il servizio europeo Copernicus sui cambiamenti climatici ha iniziato le sue osservazioni satellitari, non erano mai stati registrati dati di questa portata. Il fenomeno è particolarmente esteso e sta causando problemi incalcolabili in California, Oregon e nello Stato di Washington, come documentato dalle immagini satellitari che mostrano l’estensione “senza precedenti” della nube di fumo che, in alcune zone, ha fatto diventare il cielo arancione.

Nonostante gli oltre 8.000 chilometri che separano la regione americana dal Vecchio Continente, le sostanze emesse nell’aria dagli incendi dei mesi scorsi hanno ormai attraversato l’Atlantico, inquinando anche i nostri cieli. D’altra parte, gli stessi climatologi hanno notato come i roghi visti a Ovest degli Stati Uniti fossero di portata cento volte più intensa della media, con conseguenze che ora viviamo anche da questa parte dell’oceano.

I roghi negli Usa arrivano in Europa

Il servizio europeo Copernicus sui cambiamenti climatici ha iniziato le sue osservazioni nel 2003 e nelle ultime settimane ha notato degli eventi irreversibili. In particolare, i vasti incendi scoppiati nella zona ovest degli Usa – in California nel dettaglio – hanno emesso nell’aria quantità di carbonio mai registrate prima di allora. Inoltre, la portata dei roghi è stata descritta “da decine a centinaia di volte più intensa” della media. Il fumo che si è levato nei cieli ha attraversato l’Oceano Atlantico raggiungendo l’Europa.

“Il fatto che questi incendi emettano così tanto inquinamento nell’atmosfera da poter vedere un denso fumo a 8.000 km di distanza riflette quanto siano devastanti, in termini di dimensioni e durata”, ha affermato Mark Parrington di Copernicus.