Nelle Rsa di Bergamo 1.308 decessi solo a marzo. I dati inediti dell’Ats

24

Sono 1.308 le persone morte nelle Rsa di Bergamo solo nel mese di marzo 2020. Una media di 42 decessi al giorno. È il dato ufficiale inviato il 21 settembre ad Altreconomia dall’Agenzia di tutela della salute di Bergamo dopo oltre cinque mesi dalla prima istanza di accesso civico finalizzata a far luce sugli effetti del Covid-19 nelle 65 residenze sanitarie assistenziali del territorio.

Nel primo semestre del 2020 nelle Rsa bergamasche hanno perso la vita 2.255 persone di cui 1.229 ultra 88enni. Erano stati 992 nel 2019 (di cui 510 over 88), a evidenziare un incremento complessivo del 127%.

A gennaio 2020 le morti in Rsa a Bergamo sono state in termini assoluti in linea con l’andamento del 2019, addirittura al di sotto: 186 contro le 207 dello stesso periodo nel 2019 (-10,1%). Stessa dinamica a febbraio: 203 morti nel 2019 contro le 158 del 2020 (-22,2%).

TUTTI I DATI STRUTTURA PER STRUTTURA

La situazione cambia a marzo -il mese della delibera regionale sui trasferimenti dagli ospedali verso le Rsa e delle conseguenze della mancata istituzione della “zona rossa” nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo- quando il dato è schizzato. Se nel 2019 i morti in quei 31 giorni erano stati 163, nel 2020, stando ai dati forniti dall’Ats, il dato è salito a 1.308 (+702%).

Il mese di aprile è la coda: 389 decessi contro i 140 del 2019 (+118%). Lentamente a maggio la curva rientra e si assesta sui livelli dell’anno precedente, 122 contro 125 (-2,4%). A giugno 92 contro i 154 del 2019 (-40%).

“Fa riflettere che si sia riusciti faticosamente ad arrivare a questi riscontri dopo oltre cinque mesi dalla prima richiesta di accesso civico inoltrata all’Ats di Bergamo. Ci è voluto un ricorso al Tar di Brescia -e l’impegno straordinario degli avvocati Ernesto Belisario e Francesca Ricciulli dello studio E-Lex- per smuovere la direzione sanitaria dell’Agenzia e quindi convincerla, a pochissimi giorni dall’udienza, a fornire l’ultima parte dei dati”, scrive il direttore di Altreconomia Duccio Facchini.

“L’eccesso dei decessi in Rsa è un dato globale, dice che la popolazione anziana tendenzialmente non autonoma rappresenta nelle ‘nostre’ società uno ‘scarto’. L’entrata nel mondo Rsa coincide con la formalizzazione di questa diagnosi non medica, ma sociale e di civiltà. Eppure dovrebbe essere un’area di investimento pubblico trasparente”, è il commento di Gianni Tognoni, già direttore scientifico del centro di ricerche farmacologiche e biomediche della Fondazione Mario Negri Sud e Segretario generale del Tribunale permanente dei popoli.