Sale, ecco quanto dovremmo assumerne al giorno

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Woman seasoning her pot at home in kitchen

Il sale in eccesso non fa bene: la comunità scientifica è concorde nel dirlo e tra le conseguenze più serie di questa cattiva abitudine c’è ipertensione, aterosclerosi, problemi ai reni e l’insorgenza di alcuni tumori. Tutta colpa del cloruro di sodio, contenuto nel sale, che noi usiamo per insaporire i cibi: come spiega la dietista Claudia Cambria di Bologna, l’essere umano è attratto in maniera innata dai cibi salati, perchè questi significano per il nostro corpo apporto di sali minerali, indipensabili per la sopravvivenza.

Tuttavia, al giorno d’oggi i sali minerali nella dieta di un individuo medio non mancano e non vanno quindi certo reperiti nel sale in eccesso: il consumo giornaliero di sale che dovremmo osservare è di 5 grammi (e la quantità scende in caso di patologie renali, cardiache o di altro genere), circa un cucchiaino da caffè, ma in media se ne consuma almeno il doppio. E non pensate solo al sale che mettete nell’acqua della pasta o per insaporire i cibi, ma anche a quello contenuto nei prodotti confezionati industrialmente che mangiamo quotidianamente, soprattutto quelli da forno (pizze, pizzette, patatine) ma anche salumi, olive, formaggi stagionati, dadi da brodo eccetera.

Come diminuire il consumo di sale giornaliero? Innanzitutto preferendo cibo fresco, preparato a casa, invece che piatti pronti o prodotti confezionati industrialmente. Poi utilizzando mix di spezie per insaporire i cibi, di cui è possibile scoprire il gusto più vero ed autentico senza l’aggiunta di troppo sale che tende a “coprire” i sapori.

Un buon consiglio è quello di utilizzare come condimento spezie aromatiche a piacimento, tritate e frullate insieme ad un pizzico di aglio essiccato. Ottimi anche aceto e limone, che a seconda delle pietanze esaltano il sapore con l’acidità. Per gli irriducibili c’è anche la possibilità del gomasio, un prodotto a base di erbe essiccate e alghe, che viene usato spesso al posto del sale vero e proprio.