Superbonus, Conte: “Vogliamo estenderlo oltre il 2021”

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“Con il superbonus edilizio al 110% diventa concreta la possibilità di produrre lavoro e occupazione nel settore dell’edilizia perseguendo però l’obiettivo dell’efficientamento energetico, dell’adeguamento sismico delle abitazioni. Intendiamo estendere questo strumento anche oltre il 2021”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un videomessaggio trasmesso all’evento “Insieme per ricostruire – Proposte oltre l’emergenza”, organizzato dall’Osservatorio “Riparte l’Italia” a Bologna.

“Con il Recovery Plan – ha proseguito il premier Conte – almeno il 37% delle risorse disponibili riguarderà investimenti green, quindi transizione energetica in settori strategici come l’automotive, il potenziamento della rete idrica, il contrasto al dissesto idrogeologico, l’efficientamento energetico degli edifici pubblici”.

La misura emanata dal ‘Governo Conte’ attraverso il Decreto Rilancio fa discutere, e non poco, sia la politica che gli addetti ai lavori. In questo articolo, proviamo a capire “come funziona il “Superbonus al 110 per cento

Tra proclami e promesse, tra illazioni e fughe di notizie, la dialettica politica, spesso aspra e contraddittoria, ha contribuito ad alimentare una cortina fumosa intorno a questa misura governativa talmente densa da destabilizzare non solo i comuni cittadini – speranzosi di vincere un terno al lotto –  ma anche l’intero comparto edilizio, paralizzato in un limbo per tutta l’estate in attesa di chiarimenti da parte dello Stato. Quando poi il fumo è iniziato faticosamente a diradarsi “grazie” alla pubblicazione delle linee guida rilasciate dall’Agenzie delle Entrate e dal Mise, si sono poi spalancate le porte della burocrazia. Al di là della propaganda quasi sempre “facilona”, è apparso fin da subito evidente che lacci, laccetti, lacciuoli e cavilli più o meno subdoli siano anche questa volta – ahinoi – una triste costante anche del Superbonus; infatti, nonostante la propaganda annunciasse una snellezza maggiore nelle modalità d’accesso, gli adempimenti per potervi accedere sono molti, per non dire troppi.

Senza volerla portare troppo per le lunghe, tra comunicazioni, visti di conformità catastali/urbanistiche, asseverazioni e documenti necessari per poter usufruire della cessione del credito sono una matassa di scartoffie insormontabile. Necessario dunque sarà il supporto di una “legione di professionisti” chiamati a riconvertire le proprie mansioni e competenze per barcamenarsi in questo “Mare Magnum” burocratico che potrebbe compromettere l’accesso alle agevolazioni fiscali. Formalità e lungaggini che già così dette esprimono un’osticità notevole, eppure non finisce qui. Nonostante la percezione generale, sia tra gli addetti ai lavori che tra i comuni cittadini, nel considerare operativo il nuovo Superbonus 110% sia consolidata, c’è da tenere ben in conto che il Decreto Asseverazioni e il Decreto Requisiti minimi Ecobonus sono tutto meno che in vigore, in primis perché al vaglio della Corte dei Conti e in secundis perché in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Dunque, prima di fare voli pindarici immaginando già la vostra casa linda e pinta, ben isolata termicamente grazie al nuovo cappotto termico e ai nuovi infissi, beh… c’è da attendere e non si sa ancora per quanto. Insomma, la sensazione di essere al cospetto dell’ennesimo guazzabuglio all’italiana diventa, giorno dopo giorno, sempre più forte, vuoi anche per un patrimonio immobiliare italiano – tra abusi edilizi e difformità più o meno importanti –  unico quanto “sui generis”. Tuttavia, si insinua anche il dubbio che lo Stato stesso, con questa manovra, voglia celare la sua ambiguità: se da un lato pare voglia almeno formalmente incentivare la ripresa economica, dall’altro sembra intenzionato a far cassa facendo emergere – con l’incentivo della ristrutturazione “a gratis” – il numero inusitato di difformità urbanistiche e catastali presenti nel territorio nazionale.

Premesse e impressioni, queste, che non depongono – ahinoi – a favore della tanta agognata ripartenza post Covid dell’Italia con un “nuovo approccio” economico basato sulla sostenibilità ambientale, o parlando in politichese, della “svolta storica” per l’edilizia, quest’ultimo volano economico tra i più danneggiati dalla crisi finanziaria del 2008 e oggi ancor di più a rischio per via di un clima socio-sanitario tutt’altro che favorevole ad una ripresa del motore Italia.