Ue: da Commissione proposta per ridurre emissioni del 55% entro 10 anni

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Ridurre ulteriormente le emissioni di gas a effetto serra dell’Ue almeno del 55% entro il 2030. Questo l’obiettivo del piano della Commissione presentato dal vicepresidente esecutivo, Frans Timmermans e dalla Commissaria per l’energia, Kadri Simson. Il nuovo target al 2030, rispetto ai livelli del 1990, emerge dal piano come necessario al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e si basa su una valutazione d’impatto completa che lo considera ambizioso, ma realistico.

Quella avanzata dalla Commissione è di fatto una modifica alla proposta di legge Ue sul clima con la richiesta al Parlamento e al Consiglio di confermare il nuovo obiettivo quale nuovo contributo dell’Ue per poi presentarlo all’UNFCCC entro fine 2020.

Inoltre, la Commissione ha delineato le proposte legislative da presentare entro giugno 2021, tra cui: la revisione e l’ampliamento del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che verrà esteso ai settori del trasporto su gomma e agli edifici; l’adeguamento del regolamento sulla condivisione degli sforzi e del quadro per le emissioni connesse all’uso del suolo con particolare attenzione al settore silvicolo e alla sua capacità di assorbimento di CO2; il potenziamento delle politiche in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili. Infine, il rafforzamento delle norme in materia di CO2 per i veicoli per il trasporto su gomma e per aviazione e settore marittimo. Per Timmermans, l’idrogeno svolgerà un ruolo chiave nel percorso verso la decarbonizzazione e farà da propulsore per la creazione di una nuova industria europea (come quella dell’acciaio verde).

Nello stesso contesto, la Commissione ha adottato anche una valutazione dei piani nazionali degli Stati membri per l’energia e il clima per il periodo 2021-2030. Per conseguire il nuovo obiettivo del 55 %, l’Ue dovrà aumentare ulteriormente l’efficienza energetica e la quota di energie rinnovabili. Per finanziare gli interventi, gli Stati membri potranno utilizzare il fondo per la ripresa Next Generation Eu da 750 miliardi di euro e le misure dedicate nel prossimo bilancio a lungo termine dell’Europa, oltre alle regole per un nuovo meccanismo di finanziamento dell’energia rinnovabile che agevola la collaborazione tra gli Stati membri per finalizzare i progetti in questo campo.