Vaccino Astrazeneca-Oxford, stop ai test.

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AstraZeneca ha comunicato di aver sospeso momentaneamente tutti i test clinici sul vaccino contro il coronavirus che sta sviluppando in collaborazione con l’Università di Oxford, dopo che uno dei partecipanti ha accusato una potenziale reazione avversa.

Lo stop precauzionale è dovuto a una potenziale reazione avversa segnalata in uno dei partecipanti. Ma cosa significa che la sperimentazione è sospesa? E cosa succederà adesso al vaccino? Piero di Lorenzo, amministratore delegato dell’Irbm di Pomezia che sta collaborando alla sua messa a punto, spiega che la decisione è figlia del doveroso rigore che vige nei test e che i tempi di ripresa sono legati a un comitato di esperti che analizzerà il caso.

Coronavirus: Vaia, vaccino Oxford conferma che serve prudenza

“La notizia della interruzione della sperimentazione del vaccino sviluppato a Oxford conferma che bisogna in questa materia essere molto prudenti perché si tratta della salute pubblica di miliardi di persone, perché parliamo appunto di una pandemia. Ci dice anche che non bisogna avere fretta e che la fase della sicurezza è delicatissima”. Così il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia.

Pregliasco: “Oggi aspirina non supererebbe test”

“Con gli attuali standard di sicurezza in vigore, oggi l’aspirina non verrebbe approvata perché a ogni assunzione provochiamo un’ulcera che poi si rimargina”. Lo ha dichiarato il virologo Fabrizio Pregliasco, commentando la sospensione della sperimentazione per il vaccino della casa farmaceutica Astrazeneca dopo una potenziale reazione negativa. In uno dei 50 mila volontari è emerso un problema spinale e il caso è ora stato sottoposto al vaglio del comitato indipendente di esperti. “Si tratta di passaggio normalissimo in tutti gli studi clinici”, ha spiegato Pregliasco.

È un’infiammazione del midollo spinale”, ha spiegato ad HuffPost il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università di Milano. “Non una cosa banale – fa notare – può comportare conseguenze anche piuttosto pesanti”. Paresi, per esempio, “che potrebbero essere anche temporanee”, ha detto Pregliasco. Ora, però, si deve capire se questa reazione è collegata al vaccino che sta sperimentando AstraZeneca. “Non è detto, bisogna indagare per capire se c’è o meno una correlazione”, ha precisato il virologo. Quanto allo stop, “non bisogna vederlo come una aspetto negativo e preoccupante che segnerà inevitabilmente il fallimento di questo progetto, ma la dimostrazione che c’è grande attenzione a tutti i passaggi della ricerca, anche in questa situazione in cui si vuole velocizzare e ottenere risultati il prima possibile per arrivare al vaccino contro il virus Sars Cov2.- va avanti il virologo – Si è parlato poco della fase 4, successiva alle tre alle quali si fa riferimento abitualmente e nella quale i medici devono dire tutto quello che capita durante l’assunzione di un farmaco e, anche in quella fase, si deve esaminare se esiste o meno una correlazione reale tra l’evento riscontrato e da segnalare e la somministrazione del preparato vaccinale”.