Autocertificazione per gli spostamenti, ecco dove e quando servirà di nuovo

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In Campania dal 23 ottobre sarà vietato spostarsi tra le province tranne che per i motivi indicati nell’ordinanza firmata dal governatore De Luca, in quel caso bisognerà portare con sé l’atto già conosciuto dagli italiani durante il lockdown nazionale. Anche in Lombardia il documento autoprodotto sarà necessario per i movimenti durante la chiusura notturna tra le 23 e le 5

Necessaria in Campania e anche in Lombardia. Torna l’autocertificazione per gli spostamenti. L’atto già conosciuto da tutti gli italiani durante il lockdown tra marzo e maggio serve nuovamente nelle regioni italiane che stanno adottando ulteriori misure restrittive rispetto all’ultimo Dpcm per contrastare la diffusione del coronavirus. L’autocertificazione, dopo l’ordinanza firmata dal governatore Vincenzo De Luca il 20 ottobre, che vieta gli spostamenti tra le province di Napoli, Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, sarà “in vigore” in Campania dal 23 ottobre.

Come già previsto nel caso del lockdown nazionale, anche stavolta l’autocertificazione deve essere compilata per motivare i propri spostamenti, nel caso della Campania, tra una provincia e l’altra, infatti, l’ordinanza di De Luca prevede che ci si possa spostare tra una provincia e l’altra soltanto per: motivi di salute; comprovati motivi di lavoro; comprovati motivi di natura familiare; motivi scolastici e/o afferenti ad attività formative e/o socio-assistenziali; altri motivi di urgente necessità.

Anche in Lombardia torna l’autocertificazione.

L’ordinanza firmata dal governatore Attilio Fontana e dal ministro della Salute Roberto Speranza prevede la chiusura notturna nella regione da giovedì 23 ottobre dalle 23 alle 5 del mattino. Nell’ordinanza è previsto che durante la chiusura ci si possa spostare solo per “comprovate esigenze lavorative”, situazioni di necessità e urgenza e motivi di salute. È in ogni caso permesso il rientro a casa. Dunque, anche in Lombardia, sarà necessaria una autocertificazione e le sanzioni sarebbero quelle previste dal decreto dello scorso 25 marzo sull’emergenza coronavirus.

Nell’autocertificazione, il firmatario dovrà dichiarare il proprio abituale domicilio e un recapito telefonico. Chi compilerà l’atto dovrà inoltre dichiarare di “non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie)”. Nell’atto dovrà essere riportato che si è «consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale» regolate dall’articolo 495 del Codice di procedura penale.

Il Piemonte

Il presidente della Regione, Alberto Cirio ha firmato ieri due nuove ordinanze, che mirano ad intensificare le misure di contenimento della pandemia. La prima riguarda le scuole superiori, che da lunedì alterneranno la didattica digitale a quella in presenza, con una quota del 50%. La seconda, invece, prevede la chiusura dei centri commerciali nel weekend, mentre durante la settimana, tutte le attività commerciali al dettaglio (tranne le farmacie) dovranno rimanere chiuse dalle 24 alle 5. Le ordinanze sono valide fino ale 13 novembre. “Sono scelte di rigore, prudenza e buon senso – ha commentato Cirio – quello che possiamo fare oggi ci permette di non chiudere tra qualche settimana bar, ristoranti, parrucchiere, centri estetici e negozi”.

La Liguria

Divieto di assembramento e chiusura dei centri culturali e sociali in Liguria, dove il presidente Giovanni Toti ha firmato un’ordinanza, in vigore dalle 12 di oggi, fino alle 23 del 13 novembre. Tra le misure imposte, oltre al diviento di assembramento, venono vietate le “manifestazioni pubbliche e private”. Le attività delle sale gioco, invece, saranno consentite “dalle ore 5 alle ore 18”, mentre i servizi bar e ristorazione sono permessi solo dalle 5 alle 24, “nel pieno rispetto delle specifiche linee guida adottate per queste attività”.