Coronavirus, i nascondigli preferiti dal virus

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Carlo Signorelli, ordinario di Igiene dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e Patrizia Laurenti, professoressa di Igiene dell’Università Cattolica di Roma, hanno spiegato a ‘Il Messaggero’ quali sono i “nascondigli preferiti” del coronavirus, cioè gli oggetti d’uso comune su cui può posarsi il virus. Non solo: gli esperti hanno anche indicato i comportamenti da tenere a tal proposito.

Signorelli ha spiegato: “Le mani, come continuiamo a dire da sempre, dobbiamo lavarcele spesso. Se le mettiamo in bocca, infatti, è ovvio che sono il primo fattore di rischio. Sicuramente, scambiarsi il telefono è un altro comportamento da evitare, perché quando uno parla, se è contagiato, la quantità di goccioline emesse cariche di virus è ovviamente maggiore rispetto a quando si respira soltanto”.

Ancora Signorelli: “Va evitato poi lo scambio di bicchieri, posate e bottiglie. Soprattutto tra i giovani, queste abitudini sono comuni”. Come spiegato da Carlo Signorelli a ‘Il Messaggero’, bisogna evitare anche lo scambio degli asciugamani: “Stesso accorgimento va seguito a casa per i teli da bagno”.

Patrizia Laurenti, a proposito delle banconote, ha spiegato che “è più sicuro l’utilizzo della moneta elettronica, meglio ancora il contactless, perché il bancomat lo tocca solo il proprietario, viene poggiato sul lettore, e quindi si tratta di una manovra sicura”.

Bisogna, inoltre, ricordare sempre che gli oggetti di uso comune, come le maniglie delle porte, gli interruttori, i pulsanti dei citofoni o anche degli ascensori, possono essere contaminati. Se non si possono usare le scale, ha specificato Laurenti, “è bene tenere conto che anche negli ascensori è necessaria la distanza di almeno un metro. Quindi, se è affollato, meglio attendere il successivo”.

Per interrompere la trasmissione indiretta da un oggetto, basta evitare di introdurre il virus nel nostro organismo. Patrizia Laurenti, sempre su ‘Il Messaggero’, ha spiegato: “Tra il dispositivo e le mucose intervengono le mani. Non è che il virus vola in bocca o nel naso”. Se si è distratti, secondo l’esperta, è bene comunque “disinfettare i dispositivi, ma meglio ancora è bene lavarsi le mani”.