Coronavirus, Oms Europa: “Lockdown totale ultima opzione”, “Superati 10 milioni di casi”

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“Consideriamo i lockdown nazionali un’opzione di ultima istanza”. Lo ha detto Hans Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, in un emergency meeting dei ministri della Salute europei sulle proiezioni relative alla pandemia di Covid per l’inverno. Se l’Europa è tornata “epicentro della pandemia di Covid-19, la domanda chiave che molti Paesi si pongono è se attuare o no il lockdown. Sappiamo che questi blocchi, nell’entità vista all’inizio di quest’anno, taglieranno la trasmissione del virus e daranno respiro al sistema sanitario. Ma sappiamo anche che il lockdown totale stimolerà il bisogno si assistenza sanitaria per problemi di salute mentale, un aumento della violenza domestica, e che diminuiranno le cure per le malattie croniche, con conseguenti morti premature”.

L’impatto indiretto associato alle difficoltà finanziarie si tradurrebbe in un ulteriore aggravio economico. Ecco perché l’invito del direttore dell’Oms Europa è quello di considerare i lockdown nazionali un’opzione di ultima istanza, che aggira “la possibilità ancora esistente di coinvolgere tutti in misure di base ed efficaci” contro il virus. Inoltre “i lockdown non significano necessariamente ciò che intendevamo a marzo o aprile”, insiste l’esperto.

Coronavirus Europa, Oms: “Superati 10 milioni di casi”

“Gli ultimi dati epidemiologici ci preoccupano. Questa settimana, la Regione Europea ha registrato la più alta incidenza settimanale di casi di Covid-19 dall’inizio della pandemia, con oltre 1 milione mezzo negli ultimi 7 giorni. Il numero totale di casi confermati è passato da 7 a 9 milioni in soli 14 giorni e oggi l’Europa ha superato il traguardo dei 10 milioni di casi”. Lo ha affermato Hans Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, in un emergency meeting dei ministri della Salute europei sulle proiezioni relative alla pandemia di Covid per l’inverno. “L’Europa è ancora una volta l’epicentro di questa pandemia”, ha detto Kluge.

“A rischio di sembrare allarmista, devo esprimere la nostra vera preoccupazione”, ha detto Kluge. Nella maggior parte dei Paesi europei “si osserva un’incidenza molto elevata di oltre 200 casi ogni 100.000 abitanti nell’arco di 14 giorni. I ricoveri sono saliti a livelli mai visti dalla primavera (oltre 10 ogni 100.000 abitanti in un terzo dei paesi). E anche la mortalità ha subito un forte aumento (+32% in tutta la regione la scorsa settimana)”.

“Il virus – ha proseguito Kluge – si è diffuso di nuovo nei gruppi più anziani e a rischio. E i primi segnali provenienti da alcuni paesi danno un chiaro avvertimento: possiamo rapidamente retrocedere verso un significativo eccesso di mortalità”. Poiché il testing non hanno tenuto il passo “in un contesto di trasmissione ad altissima velocità, i tassi di positività dei test hanno raggiunto nuovi picchi, con livelli superiori al 5% nella maggior parte dei Paesi europei”.

“Ho convocato questo incontro per presentare per riflettere e condividere insieme esperienze. Sento che la gravità della situazione lo giustifica. Il nostro partner, l’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme), ha presentato oggi ai 53 Stati membri della regione europea dell’Oms le proiezioni relative al periodo invernale. Sebbene queste facciano riflettere, dimostrano anche stime dell’efficacia delle strategie che possono aiutarci a ridurre l’impatto negativo sulla popolazione e sui nostri sistemi sanitari”, ha detto l’esperto.