Coronavirus: quasi 6mila casi in un giorno, 41 le vittime

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In crescita la curva epidemica in Italia: 5.901 casi oggi (ieri 4.619), con 112.544 tamponi, quasi 30mila in più di ieri ma meno del record di 130mila raggiunto la scorsa settimana. Rimane in crescita anche il trend dei decessi, oggi 41 (ieri 39, domenica 26), cui si affianca un aumento sempre più sostenuto delle terapie intensive, +62 oggi (ieri +32).

Lombardia: 1.080 casi e 6 morti, +12 terapie intensive

Oggi in Lombardia sono stati registrati 1.080 casi, di cui 104 ‘debolmente positivi’ e 11 a seguito di test sierologico, e 6 morti. In totale, dall’inizio dell’epidemia, il totale dei decessi sale a 16.994. I tamponi effettuati sono stati 17.186 (totale complessivo: 2.350.108), con una percentuale rispetto ai positivi del 6,2%. I guariti/dimessi sono 197 (totale: 83.550, di cui 1.526 dimessi e 82.024 guariti); i pazienti Covid in terapia intensiva aumentano di 12 unità (62) e i ricoverati +83 546. Ieri, a fronte di 13.934 tamponi, c’erano stati 696 positivi e 3 morti. 

Conte: “Ci sia cornice europea sostegno per Covid”

“Confermerò la convinzione che le misure nazionali volte al contenimento del contagio debbano contare su una cornice europea di sostegno sanitario ed economico efficace”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell’Aula del Senato sul prossimo Consiglio europeo. “Questo dovrà rafforzare la consapevolezza che il pieno superamento del Covid-19 sul piano sanitario ed economico resta oggi più che mai l’obiettivo prioritario per l’Unione europea e per i suoi governi”.

L’allarme dei medici ospedaleri

Con i numeri attuali della pandemia da Covid-19 “gli ospedali italiani potranno reggere almeno per 5 mesi ed al momento la situazione è gestibile, ma se dovessimo assistere ad un aumento esponenziale dei casi come sta accadendo in altri Paesi come la Francia allora il sistema ospedaliero avrebbe una tenuta di non oltre 2 mesi”. Lo afferma all’ANSA Carlo Palermo, il segretario del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri italiani, l’Anaao-Assomed.

 Se si passasse dai circa 5mila casi di contagio giornalieri agli oltre 10mila come in Francia, rileva, “si rischia il crollo della prima trincea ospedaliera anti-Covid, perchè gli ospedali non sono pronti a far fronte ad un’epidemia esponenziale”. “Già ora – avverte – si iniziano a registrare delle criticità, a partire dal personale sanitario carente e dalle strutture che non sempre garantiscono percorsi differenziati”.