Covid, come evitare i contagi: ecco cosa fare

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Milano - Stazione Metro Cadorna nel primo giorno della fase 2 dell'emergenza Coronavirus. Persone alla fermata, distanziamento sociale, con mascherine e guanti (Marco Passaro/Fotogramma, Milano - 2020-05-04) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Il rischio zero non esiste, specie in un contesto epidemiologico in cui i contagi continuano ad aumentare, ma al netto del rispetto delle norme contenute nei decreti e nelle ordinanze in vigore, come possiamo vivere con meno rischi possibili una quotidianità che è ancora fatta di lavoro, spostamenti, scuola, incontri e necessità pratiche come quelle di prendere i mezzi o fare la spesa?

I fattori di rischi da non sottovalutare

Sappiamo che i luoghi «privilegiati» per il contagio sono la casa, i posti di lavoro, i trasporti pubblici, i ristoranti, i centri commerciali, ma le variabili specifiche che distinguono le situazioni sono numerosissime. I parametri generali, però, ormai sono noti e indicano come fattori che aumentano il rischio i posti chiusi, affollati e scarsamente ventilati. Contano anche elementi come il tempo di permanenza e le attività che svolgono i soggetti presenti. Ecco che allora le nostre azioni devono essere improntate a ridurre la compresenza di pericoli in una dato momento: possiamo aumentare le distanze, arieggiare i locali, diminuire il tempo di permanenza se non ci sentiamo sicuri o passare del tempo in compagnia all’aria aperta. Tutto senza mai scordare le tre regole fondamentali che dipendono da ognuno di noi: mantenere la distanza, lavare (o disinfettare) frequentemente le mani, indossare sempre la mascherina ben calzata su naso e bocca. Per salvaguardare noi stessi (quando siamo in contesti meno protetti) o gli anziani e le persone deboli, possiamo scegliere di indossare una mascherina di tipo Ffp2 al posto della classica mascherina chirurgica.

I parenti fragili
Le raccomandazioni invitano a proteggere anziani e persone deboli evitando di vedersi, ma non sempre è possibile mancare per tanto tempo e nemmeno è indicato dal punto di vista del supporto psicologico. Con qualche sacrificio e un temporaneo cambio di abitudini è possibile far visita ai parenti. «Spero che arrivino in farmacia i test rapidi: sarebbe la soluzione migliore, perché quando vado a trovare i genitori posso fare prima il test — auspica Antonella Viola —. In attesa, bisogna andare dagli anziani tenendo sempre distanza e mascherina». «Dobbiamo evitare pranzi e cene, che sono particolarmente a rischio, perché si ride, si scherza e si parla senza mascherina», afferma Fabrizio Pregliasco. Possiamo vedere i parenti fragili e chiacchierare con loro, magari fare una passeggiata. Meglio evitare baci e abbracci e possiamo scegliere di andare a turno, uno alla volta, facendo salutare i nipotini solo in videochiamata.

La spesa
I rischi connessi agli esercizi commerciali sono relativi al distanziamento e al tempo di permanenza: un supermercato affollato dove si passano tanti minuti in coda rappresenta una situazione di pericolo, specie perché è un luogo chiuso e non per forza ampio. È sempre possibile fare la spesa online, farsela portare, oppure ridurre la permanenza nei negozi a una volta la settimana, fare scorta o non entrare negli orari di punta, ma non sempre queste soluzioni sono praticabili: ricordiamo i giorni di attesa per le consegne a casa o le code con i carrelli fuori dai supermercati. Con le norme anti Covid-19, però, la frequentazione degli esercizi commerciali è stata resa più sicura: «Le entrate sono contingentate, spesso viene misurata la temperatura — conferma Antonella Viola —, ci sono i dispenser per disinfettarsi le mani ed entrate distinte dai varchi di uscita. Forse il consiglio che si potrebbe dare (ma spetta a chi governa) è quello di rimettere la regola di non entrare più di una persona per nucleo familiare». «L’igiene delle mani dopo essere stati in un supermercato è la cosa più importante, senza cadere in esasperazioni come quella di tenere i pacchi fuori dalla finestra per tot giorni — dice Fabrizio Pregliasco —. Anche disinfettare la spesa non ha nessun senso, il rischio di contagio da contatto con oggetti è veramente bassissimo. Laviamoci le mani».

Mezzi pubblici
Sicuramente evitare i mezzi pubblici nell’ora di punta sarebbe l’opzione migliore, un’occasione per prendere la bici, camminare, andare in monopattino o in auto (per chi può). Molte persone però non riescono a fare a meno del trasporto pubblico per i più svariati motivi: vivono lontani, non ci sono piste ciclabili ben collegate, non riescono a organizzarsi diversamente in famiglia. Il consiglio allora è semplice ma essenziale: «Disinfettarsi le mani prima di salire sui mezzi e disinfettarsi di nuovo appena usciti — dice Antonella Viola —. Meglio non usare i guanti, perché danno una finta sensazione di sicurezza. Se li abbiamo quando fa freddo, ricordiamoci di non toccarci il viso». La distanza gli uni dagli altri resta l’arma migliore: oltre a non salire su mezzi troppi pieni, possiamo evitare di parlare ad alta voce e non dobbiamo abbassare la mascherina se siamo al telefono. «Non ci sono posti più sicuri, ma le persone sedute possono respirare maggiormente le goccioline emesse dai passeggeri che stanno in piedi — osserva Fabrizio Pregliasco —, invece, a questi ultimi capita di toccare più appigli». L’aerazione resta fondamentale: dove e quando sia possibile, viaggiare con i finestrini aperti fa la differenza e, se non si riesce a evitare l’assembramento e a prendere il mezzo successivo, indossiamo una mascherina del tipo Ffp2, che protegge più di quelle chirurgiche.