Covid, l’Italia verso lo scenario 4, il più grave: ecco cosa prevede

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Secondo l’Iss, in questo scenario si verifica una “situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo”. Previste anche “misure molto aggressive”. Il nostro Paese, al momento, si colloca nello step precedente ma, con i numeri dei contagi in costante crescita, potrebbe essere proiettato verso questa nuova situazione.

Lo scenario 4 è l’ultimo, il più grave. Come previsto nel documento ’Prevenzione e risposta a COVID-19′ dell’Istituto superiore di sanità, è caratterizzato da una “situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo” e prevede, in caso di persistenza, “misure molto aggressive”. l’Italia, al momento, si colloca nello step precedente, cioè nello scenario 3 ma, con i numeri dei contagi in costante crescita, potrebbe essere proiettata proprio verso il livello 4.

Ecco tutto quello che c’è da sapere:

  • RT SOPRA 1,5 – Nel periodo 08 – 21 ottobre 2020, secondo il monitoraggio ISS, l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,7. Si riscontrano, inoltre, valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane, con valori superiori a 1,5. E proprio il valore Rt sopra 1,5 è uno degli elementi che delinea lo scenario più grave dell’epidemia.
  • I VALORI RT REGIONALI – Nello scenario 4 “i valori di Rt regionali sono prevalentemente e significativamente maggiori di 1,5” e uno scenario di questo tipo “potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi”.
  • SOVRACCARICO DEI SERVIZI ASSISTENZIALI – “La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili (es. gli anziani)”
  • DIFFICOLTÀ A PROTEGGERE I PIÙ FRAGILI – Il documento, comunque, rimarca che “appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità”.
  • IMPROBABILI RISCHI INFERIORI AL MODERATO – In uno scenario nazionale di questo tipo, rilevano ancora gli esperti nel rapporto, “è presumibile che molte Regioni/PA siano classificate a rischio alto e, vista la velocità di diffusione e l’interconnessione tra le varie Regioni/PA, è improbabile che vi siano situazioni di rischio inferiore al moderato” .
  • PROBABILI MISURE DI CONTENIMENTO AGGRESSIVE – “Se la situazione di rischio alto dovesse persistere per un periodo di più di tre settimane, si rendono molto probabilmente necessarie – avverte ancora l’Iss – misure di contenimento molto aggressive”.
  • CLASSIFICAZIONE IN 3 PASSAGGI – Lo scenario 4, come come anche gli altri 3, prevede inoltre una classificazione in tre passaggi del rischio settimanale nelle Regioni/PA: rischio moderato (per almeno 4 settimane consecutive ad una valutazione del rischio più elevata); rischio alto/molto alto (per meno di 3 settimane consecutive) e rischio alto/molto alto (per 3 o più settimane consecutive e situazione non gestibile).
  • L’ULTIMO LIVELLO – L’ultimo livello è caratterizzato da “trasmissione comunitaria diffusa, cluster non più distinti tra loro, nuovi casi non correlati a catene di trasmissione note, pressione sostenuta per i Dipartimenti di Prevenzione”.
  • LE AZIONI INDICATE – Tra le azioni indicate c’è quella di “considerare la possibilità di restrizioni estese Regionali/provinciali”.