Decreto ristori, Conte:” indennizzi entro il 15 novembre”, fino al 200% per i ristoranti

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Con i nuovi limiti di orario nella ristorazione si perdono 6 italiani su 10 (63%) che almeno una volta al mese mangiano la sera fuori casa, con un drammatico impatto sull’intera filiera agroalimentare dai campi alle tavole. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti in riferimento al varo del decreto Ristoro per compensare gli effetti dell’ultimo DPCM sull’emergenza Covid. Dai ristoranti alle trattorie, dalle gelaterie alle pizzerie fino ai pub, sono molte le realtà che trovano sostenibilità economica solo grazie al lavoro serale e che ora decidono addirittura di non aprire per gli elevati costi e la mancanza di clienti. Per molte strutture la pausa pranzo non è sufficiente per garantire la copertura dei costi tenuto conto anche della mancanza di turisti e della diffusione dello smart working che ha drammaticamente tagliato il numero di clienti.

Nella ristorazione sono coinvolte circa 330mila tra bar, mense e ristoranti lungo la Penisola ma anche 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,8 milioni di posti di lavoro.

Ristori in tempi record» annuncia il premier ​Giuseppe Conte nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con le categorie penalizzate dal nuovo Dpcm: «Oggi ok a dl ristoro – ha confermato il premier -, indennizzi subito”.

Bozza dl ristori: rimborsi 200% per ristoranti

Si va verso ristori corposi per il settore della somministrazione, con bar, pasticcerie e gelaterie che dovrebbero ricevere il 150% di quanto già avuto a fondo perduto con il decreto Rilancio e i ristoranti che dovrebbero ottenere il 200%.

La lista delle attività e dei relativi ‘coefficienti’ di indennizzo che entrerà nel decreto ristori, secondo quanto apprende l’ANSA, sarebbe ancora soggetta a ultime limature. Per le sole discoteche e i locali analoghi, chiusi in sostanza da marzo, il ristoro dovrebbe arrivare al 400%.