Giornata Mondiale dell’alimentazione 2020, il covid può aggravare la fame nel mondo

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Il tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2020 istituita dalla FAO, che quest’anno compie 75 anni, è “Coltivare, nutrire, preservare. Insieme”, un messaggio che fa riferimento agli effetti che la pandemia ha avuto e sta avendo nel mondo: “Garantire l’accesso ad alimenti salutari e nutrienti – si legge sul sito web ufficiale – è e continuerà ad essere una parte essenziale della risposta al Covid-19, in particolare per le persone più povere e vulnerabili del mondo, che sono le più colpite dalla pandemia e dalle conseguenti crisi economiche”.

La Giornata Mondiale dell’Alimentazione fa appello alla solidarietà globale per aiutare i più vulnerabili a risollevarsi dalla crisi e a rendere i sistemi alimentari più resilienti e solidi affinché possano resistere alla crescente volatilità e agli shock climatici, garantire alimenti sani, economici e sostenibili a tutti, nonché offrire mezzi di sussistenza dignitosi agli operatori dei sistemi alimentari. Ciò richiederà migliori programmi di protezione sociale e nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall’e-commerce, ma anche pratiche agricole più sostenibili che tutelino le risorse naturali della Terra, la nostra salute e il clima.

Oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso regolare a cibo salubre, nutriente e sufficiente e si prevede che la domanda di cibo aumenterà, in quanto la popolazione globale dovrebbe raggiungere quasi 10 miliardi di persone entro il 2050.

Quasi 690 milioni di persone soffrono la fame, 10 milioni in più dal 2019. La pandemia del COVID-19 potrebbe far crescere questo numero di 83 o 132 milioni di persone, in base all’andamento della crescita economica. L’impatto della malnutrizione in tutte le sue forme – sottoalimentazione, carenze di micronutrienti, sovrappeso e obesità – sull’economia globale è di circa 3.500 miliardi di dollari l’anno.

Oggi solo nove specie vegetali rappresentano il 66% della produzione agricola totale, nonostante esistano almeno 30.000 specie di piante commestibili. È necessario coltivare alimenti diversificati per nutrire i popoli e preservare il pianeta.

La crisi sanitaria globale del COVID-19 è stata un’occasione per riflettere sulle cose che ci stanno veramente a cuore e sulle nostre esigenze essenziali. Questo periodo di incertezze ha fatto riaccendere in molti di noi l’apprezzamento per qualcosa che spesso diamo per scontato e che molti non possono permettersi: il cibo.

Il cibo è l’essenza della vita e il fondamento delle nostre culture e comunità. Garantire l’accesso ad alimenti salubri e nutrienti è e continuerà a essere una parte essenziale della risposta al COVID-19, in particolare per le persone più povere e vulnerabili del mondo, che sono le più colpite dalla pandemia e dalle conseguenti crisi economiche. In un momento come questo è più importante che mai riconoscere la necessità di sostenere i nostri eroi dell’alimentazione – agricoltori e operatori lungo l’intera filiera alimentare – che ci garantiscono che gli alimenti arrivino dai campi alle nostre tavole nonostante sconvolgimenti senza precedenti come l’attuale crisi del COVID-19.

Colmare il divario digitale

Le tecnologie digitali sono fondamentali per trasformare il modo in cui il cibo viene prodotto, trasformato, commercializzato e consumato e per realizzare sistemi alimentari più resilienti ed efficaci. Hanno il potenziale per colmare il grande divario digitale tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, città e aree rurali, uomini e donne, giovani e anziani. La digitalizzazione, però, è una realtà ben lontana per oltre 3 miliardi di persone in tutto il mondo che non hanno accesso a internet e di cui la maggior parte vive in zone rurali e remote.

Le nuove tecnologie prevedono cambiamenti rivoluzionari per i piccoli agricoltori. Tra queste troviamo immagini satellitari, il telerilevamento, applicazioni mobili e blockchain che possono potenzialmente ottimizzare le filiere alimentari, aumentare l’accesso ad alimenti nutrienti, ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, migliorare la gestione delle risorse idriche, combattere malattie e parassiti, monitorare le foreste o preparare gli agricoltori ad affrontare le calamità. Sarà necessaria un’intensa attività di formazione per migliorare le competenze digitali degli agricoltori e dare voce alle loro esigenze e alle loro proposte, nonché incentivi a favore della produzione di alimenti nutrienti e diversificati.

L’analisi avanzata dei dati aiuterà inoltre i governi dei paesi in via di sviluppo a prendere decisioni migliori. La FAO è pronta a sostenere i paesi nell’individuare alleanze per far sì che diventi realtà, comprese le opportunità di investimento da parte del settore privato. Saranno fondamentali per realizzare l’infrastruttura necessaria – connessioni a banda larga, provider di servizi dati – e per ospitare data center o piattaforme cloud che supportino grandi database, ricchi di informazioni essenziali. La FAO è in grado di offrire valida consulenza tecnica su come una corretta regolamentazione e la formazione adeguata possano aprire la strada al futuro digitale per l’alimentazione e l’agricoltura.