Il caffè d’orzo fa male? La risposta che non ti saresti aspettato

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Sono molte le persone che, non potendo consumare caffè per motivi di salute, lo sosituiscono giornalmente con il caffè d’orzo: come spesso capita quando si parla di effetti e benefici di alimenti molto diffusi, circolano luoghi comuni e falsi miti che adesso provvederemo a sfatare.

Innanzitutto, parliamo sempre di bevande assunte in quantità modeste: 2-3 tazzine al giorno. Assunto in queste quantità, il caffè d’orzo non fa male: più che altro i benefici di questa bevanda si concentrano su cosa “non fa”, piuttosto che su “cosa fa”.

A differenza del caffè normale, il caffè d’orzo non è un eccitante, perchè non contiene caffeina. Inoltre ha pochissime calorie e pochi grassi (come un espresso semplice): le uniche persone che potrebbero avere problemi nell’assumerlo sono quelle che soffrono di celiachia, perchè l’orzo è un cereale e contiene glutine.

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Pubblicato da Dott. Franco Berrino su Martedì 28 marzo 2017

Il falso mito sul caffè d’orzo che fa male si è diffuso su una base: questa bevanda contiene infatti minime quantità di acrilamide, una sostanza che si forma a partire dall’amido dei chicchi d’orzo quando questi vengono sottoposti alle alte temperature necessarie all’estrazione. L’acrilamide, a lungo andare, fa male alla salute: ma come detto in apertura, è determinante la quantità assunta e quella contenuta in 2 o 3 tazzine di caffè d’orzo non è ritenuta nociva.

Il caffè d’orzo è una bevanda molto antica, utilizzata già dagli antichi romani che la ritenevano energizzante: in effetti è ricca di amido, che dà energia senza essere un eccitante come la caffeina, ma anche di vitamine e sali minerali.