Il treno a idrogeno arriva in Italia, un modello di sviluppo sostenibile

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L’accordo Fs-Snam per lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno è un passo fondamentale per promuovere infrastrutture verdi e a basso impatto ambientale. L’accordo siglato nei giorni scorsi va nella giusta direzione, verso una mobilità sostenibile come definito anche dalle direttive europee contenute nel Next Generation Ue, e per la quale il Movimento si è sempre battuto”. A dichiararlo è il deputato Emanuele Scagliusi, capogruppo M5S in Commissione Trasporti alla Camera.

“L’intesa, che al momento prevede studi di fattibilità e di sviluppo di progetti su linee ferroviarie tradizionali che possono essere convertite a idrogeno, porterà il nostro Paese sulla scia di quanto già fatto in altri paesi europei, come in Germania dove Snam in collaborazione con Alstom ha già messo su rotaia il treno Coradia iLint, e operativo anche in Danimarca.

La sua autonomia a zero emissioni, o meglio emettendo solo acqua, è di circa 600 km con una velocità massima di 120 km/h, che una versione successiva potrebbe portare a 140 km/h aumentando anche l’autonomia a 1.000 km.

L’autonomia è determinata anche dal rifornimento dell’idrogeno che avviene una volta al giorno da specifici distributori con un sistema a pressione a 350 atmosfere. Il tempo per il “pieno” è di 15 minuti.

Mezzi per trasporto merci e passeggeri che consentiranno all’Italia di effettuare una transizione ecologica, innovando e diventando, anche, un modello internazionale – conclude Scagliusi (M5S) – Un accordo interessante per la stessa Puglia dove insistono diverse linee ferroviarie non elettrificate”.