Maltempo, in Liguria recuperati tre cadaveri

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Il maltempo continua ad abbattersi sul Nord dell’Italia, con Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria tra le più colpite, in Liguria oggi sono stati trovati tre cadaveri: il primo, ai Tre Ponti di San Remo, il secondo tra i detriti della mareggiata, a Ventimiglia, e il terzo lungo il fiume Roya, in località Trucco. In Piemonte, intanto, si contano 108 Comuni che hanno subito danni per l’alluvione dei giorni scorsi. Oltre a quelli in Liguria, nel conteggio ci sono altri due morti, uno in Valle d’Aosta e uno nel Vercellese.

Inoltre, è stato ritrovato morto il malgaro (francese, di origini italiane) disperso da ieri al confine con la Francia: il corpo è stato recuperato nel fiume Roya. I governatori Alberto Cirio e Giovanni Toti hanno firmato la richiesta dello stato di calamità “per gli enormi danni al territorio”.

In Liguria prolungata l’allerta gialla

In Liguria, dopo le deboli precipitazioni che nella notte hanno interessato il Levante ligure, Arpal ha prolungato l’allerta gialla (la più bassa) per temporali e piogge diffuse sul Centro-Levante della regione fino alle 8 di domani, lunedì 5 ottobre. Il maltempo infatti interesserà nuovamente la Liguria, con piogge diffuse e possibili temporali forti e organizzati, venti fino a burrasca forte e ancora mareggiate intense da libeccio. Si procede intanto all’identificazione dei tre corpi ritrovati nelle utlime ore che potrebbero essere vittime del maltempo.

Almeno trenta milioni di euro in Liguria secondo il governatore Toti, molto di più in Piemonte, dove la piena dei fiumi ha travolto in particolare Limone, Garessio e Ormea, in provincia di Cuneo, e la Valle Cervo in provincia di Biella, dove è stata danneggiata anche la Cittadellarte, la fondazione creata da Michelangelo Pistoletto. Sott’acqua anche il vercellese, e un pezzo della provincia di Novara, dove è crollato un ponte a Romagnano Sesia. Poche ore prima era stato riaperto in diretta Facebook, ma non ha retto alla piena del fiume. Permane nelle prossime ore l’allerta per il transito delle piene sui corsi d’acqua, dopo che il Po si è gonfiato di quasi 3 metri nelle ultime 24, secondo un monitoraggio di Coldiretti al Ponte della Becca (Pavia).