Mangi poco, ma non riesci a dimagrire? ecco perchè

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I nutrizionisti di tutto il mondo lo dicono da tempo immemore: mangiare poco, o digiunare, non porta tout court a una rapida perdita dei chili di troppo e ciò è suffragato da numerose ricerche e esempi concreti in campo di dieta. Forse non sapete che saltare la colazione ci può far ingrassare addirittura di 1 kg al mese, ma com’è possibile se immettiamo meno calorie nell’organismo? La scienza ci viene in soccorso e tira in ballo il nostro cervello: ebbene il primo responsabile della mancata consequenzialità (meno cibo, meno calorie, maggior perdita di peso) è il nostro cervello che decide quanti grassi bruciare a seconda delle calorie che ingeriamo.

Non basta cioè nutrirsi poco per perdere peso; certamente si dimagrisce, ma non tanto quanto vorremmo: parola dei ricercatori della University of Cambridge che sul sito specializzato eLife hanno pubblicato un interessante studio sui cosiddetti neuroni AGRP, il cui principale compito è provocare il senso di sazietà. Stando ai risultati della ricerca inglese effettuata sui topi, dopo che il cervello si abitua all’assunzione di una minore quantità di cibo e dunque di calorie, scatta un meccanismo di difesa che impedisce al nostro corpo di continuare a dimagrire senza sosta.

Il ruolo dei neuroni AGRP è piuttosto delicato e consiste nel regolare l’appetito, quindi quando sono attivi sentiamo di aver fame mentre quando sono “in letargo”, non percepiamo il bisogno di cibo e si può anche arrivare all’anoressia.

In questo caso, quando non ingeriamo cibo a sufficienza nell’organismo, questi neuroni ci fanno risparmiare energia e consumare meno calorie rallentando il processo di dimagrimento.

Mettersi a dieta è una questione seria, che va affrontata con impegno e consapevolezza: con la bilancia i miracoli non accadono neanche se smettiamo di mangiare, anzi un tale comportamento può avere ripercussioni gravi sulla nostra salute psico-fisica.