Nuovo Dpcm, il commovente post della figlia di un ristoratore su Facebook: “Mi ha detto: “È la mazzata finale”

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Elena Tonon, titolare insieme al padre di un ristorante-gelateria della provincia di Treviso, ha pubblicato sabato pomeriggio su Facebook una foto del papà che è subito diventata virale. Nelle scorse ore il post ha ottenuto più di 20mila reazioni, e numerosi commenti di supporto. La foto, infatti, ritrae l’uomo con un’espressione avvilita, in vista del Dpcm che il premier Conte avrebbe firmato di lì a poco, e che avrebbe imposto limitazioni più stringenti a ristoranti e bar.

“Questo è mio papà – scrive Tonon a corredo della foto – un uomo che si è fatto dal niente, dalla povertà di una famiglia di mezzadri veneti. Una famiglia numerosa dove le donne dicevano che non avevano fame pur di lasciare il cibo ai figli. Gente umile, senza tanti fronzoli per la testa”. “È lì immobile il Beppo – si legge nel post – seduto, pensieroso dopo aver scoperto che forse dobbiamo chiudere la nostra attività alle ore 18 e non dobbiamo neanche aprire alla domenica, giorno d’incasso assicurato per una attività come la nostra. ‘Questa è la mazzata finale‘ mi ha detto”.

La limitazione sulla domenica è poi stata eliminata dal decreto finale, ma resta l’obbligo di chiusura al pubblico alle 18 per i ristoranti e i bar (salvo il servizio da asporto). “A me dispiace, ma io non ci sto”, ha scritto Tonon. “Alla gente come me, quella con un po’ di sensibilità, gli si spezza il cuore. Non siamo gente che va a dire in giro che il Covid non esiste, siamo gente che ha sempre avuto una dignità. E la rivogliamo. Ce la faremo papà!”.

Elena Tonon, raggiunta dal Corriere della Sera, ha raccontato di essere rimasta piacevolmente sorpresa dalle reazioni sollecitate dal suo post. “È un qualcosa che ci ha riempito il cuore. Siamo stati contattati perfino dal presidente regionale Luca Zaia, quindi abbiamo davvero sentito il sostegno di tutti”, ha spiegato.

Poi ha sottolineato le difficoltà che dovrà affrontare insieme al padre in seguito alle misure del Dpcm del 24 ottobre: “L’apertura domenicale salva solo una piccola parte dei nostri bilanci. Qui non siamo a Roma o a Milano: non ci sono turisti che consentano di avere incassi anche a pranzo. Perciò, se proprio dobbiamo chiudere alle 18, tanto vale tenere direttamente chiuso. Purtroppo ci sentiamo rappresentati da persone che non conoscono il nostro settore”. “Se però questo stesso lavoro ci viene tolto, come possiamo continuare a vivere degnamente?”, ha concluso la ristoratrice.