Pericolosamente incompetente: rivista medica statunitense critica l’amministrazione Trump per la risposta COVID-19

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Un graffiante editoriale del prestigioso New England Journal of Medicine (NEJM) afferma che la nuova pandemia di coronavirus ha messo in evidenza molte criticità nel gestire l’emergenza da parte dell’attuale amministrazione statunitense e che “i nostri leader hanno fallito quel test”.

“Perché gli Stati Uniti hanno gestito così male questa pandemia?” chiede l’editoriale , firmato da 35 editori, 34 dei quali sono cittadini americani, secondo il New York Times .“Abbiamo fallito quasi in ogni fase. Avevamo ampi avvertimenti, ma quando la malattia è arrivata per la prima volta, non eravamo in grado di eseguire test efficaci e non potevamo fornire nemmeno i dispositivi di protezione individuale più basilari agli operatori sanitari e al pubblico in generale “.

L’editoriale non menziona il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per nome, ma osserva che “i nostri leader” negli Stati Uniti hanno “preso una crisi e l’hanno trasformata in una tragedia”.”Quando si tratta della risposta alla più grande crisi di salute pubblica del nostro tempo, i nostri attuali leader politici hanno dimostrato di essere pericolosamente incompetenti”, afferma l’editoriale.

“Le prove e la scienza mostrano che Donald Trump ha gravemente danneggiato gli Stati Uniti e il suo popolo – perché rifiuta le prove e la scienza”, hanno scritto i redattori della rivista.”L’esempio più devastante è la sua risposta disonesta e inetta alla pandemia COVID-19, che a metà settembre è costata la vita a più di 190.000 americani”, hanno dichiarato. Mercoledì, il bilancio delle vittime è stato di oltre 211.000, secondo i dati raccolti dal Times.

Nella sua prima apparizione dopo il ritorno dall’ospedale militare Walter Reed il presidente Usa ha voluto dimostrare di essere in gran forma, un ‘Commander in Chief’ che non viene scalfito neanche dal virus che ha messo a tappeto l’America (oltre 210mila morti ad oggi) anche se in qualche passaggio la sua voce è apparsa ancora senza fiato.    

Ha parlato della combinazione sperimentale di farmaci che gli è stata somministrata dai medici rivendicandola come una sua precisa scelta (“ho sentito parlare di questi farmaci e ho chiesto di prenderli, è stata una mia idea”); ha promesso di voler approvare velocemente la terapia con anticorpi sintetici sviluppati dal laboratorio Regeneron (“verrà usata nelle emergenze e sarà gratuita per tutti, tutti devono avere lo stesso trattamento del vostro presidente”); ha attaccato come al solito Pechino (“È colpa della Cina, la Cina pagherà un prezzo alto per quello che ha fatto a questo paese, per quello che ha fatto al mondo”); ha dovuto ammettere che forse il vaccino non sarà pronto (come invece aveva detto in più occasioni) prima del 3 novembre, in quella che aveva sperato diventasse la ‘sorpresa di ottobre’: “Penso che dovremmo averlo prima delle elezioni, ma se stanno facendo giochi politici chissà; non importa, arriverà subito dopo le elezioni”.