Si masturbava durante una riunione su Zoom, sospeso giornalista del New Yorker

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Il New Yorker ha sospeso il giornalista Jeffrey Toobin per essersi masturbato in una riunione su Zoom tra i membri del New Yorker e la radio WNYC la scorsa settimana. Toobin ha detto di non essersi reso conto che il suo video fosse in onda. “Ho commesso un errore imbarazzante e stupido, credendo di essere fuori campo. Chiedo scusa a mia moglie, famiglia, amici e colleghi “, ha detto Toobin.

“Credevo di non essere visibile su Zoom. Pensavo che nessuno partecipante alla riunione su Zoom potesse vedermi. Pensavo di aver disattivato l’audio del video Zoom “, ha aggiunto.

La spiegazione data da Jeffrey Toobin, analista legale della Cnn e redattore del prestigioso settimanale New Yorker, quella che chiunque di noi si trovato a dare quando, in questi mesi di smartworking e riunioni in video, stato sorpreso dai colleghi in qualsiasi tipo di atteggiamento sconveniente, dal pigiama alla compagnia di un amante. La sua, di gaffe, forse la peggiore di tutte: il sito di notizie Vice, ieri, ha riportato che alcuni partecipanti a una videochat organizzata dal New Yorker insieme a un’emittente della New York Public Radio, a cui anche lui era invitato, lo hanno visto masturbarsi proprio mentre la conferenza era in corso. Lui ora stato sospeso dalla redazione del New Yorker; la Cnn comunica che ha chiesto alla redazione un po’ di tempo per s, che gli stato accordato.

La ricostruzione dell’evento, fatta da Vice con l’aiuto di due anonimi partecipanti alla videoconferenza, lascia pensare che quella di Toobin sia stata una gaffe totalmente involontaria. La chiamata su Zoom ha avuto luogo luned 3 ottobre, ed anche un interessante caso di studio redazionale: le firme del New Yorker che seguono le varie parti in causa nelle imminenti elezioni stavano conducendo una simulazione elettorale.

Evan Osnos, biografo di Biden e redattore del giornale, avrebbe impersonato Biden; la studiosa di Trump Masha Gessen impersonava Trump; in scena altrettanti giornalisti avrebbero impersonato i repubblicani (Jane Mayer, corrispondente da Washington per il settimanale), i democratici (Jelani Cobb, gi autore di libri su Obama), l’estrema destra, i sostenitori di Sanders, e perfino lo Stato Maggiore dell’Esercito; Jeffrey Toobin, esperto analista legale e avvocato, impersonava i tribunali interessati da eventuali manovre giudiziarie del presidente. Un ruolo che probabilmente lo ha un po’ annoiato, perch ha approfittato di dieci minuti di pausa (in cui Trump e i repubblicani, e Biden e i democratici si riunivano tra loro) per la distrazione che ora sembra destinata a sfigurargli la carriera. La chiamata su Zoom riprende, e due colleghi gli fanno notare che la telecamera lo sta inquadrando mentre si masturba. Toobin mette gi, poi richiama pochi minuti dopo, senza pi fare parola dell’incidente. Giorni dopo, viene sospeso.

La sospensione di Toobin – che non si sa quanto possa durare – arriva in un momento in cui la sua professionalità di analista legale sarebbe anche molto richiesta: appena stata nominata una nuova giudice alla Corte Suprema, e le elezioni, che il presidente Trump gi promette di contestare se perdesse, sono imminenti. Il direttore del New Yorker ha mandato ieri una mail a tutta la redazione: Cari tutti, come avrete visto su vari media, uno dei nostri giornalisti stato sospeso dopo un incidente in una chiamata Zoom. Sappiate che prendiamo queste cose sul serio e che stiamo approfondendo. Il giornalista rifiuta di rispondere alle domande dei colleghi; a Vice, la prima testata a dare la notizia, ha solo detto che credevo di non essere pi su Zoom.