Spostamenti tra regioni e comuni: il Viminale chiarisce

151

È entrato in vigore nei giorni scorsi il nuovo Decreto che prevede delle misure aggiuntive volte a contenere la diffusione del Coronavirus che purtroppo, soprattutto in alcune regioni in particolare, sta mettendo ancora in ginocchio la situazione sanitaria.

È bene ricordare che il Dpcm contiene sia delle raccomandazioni, il non rispetto delle quali non genera alcuna sanzione, sia dei divieti, contravvenendo ai quali invece ovviamente si rischiano delle multe, più o meno salate in base alla gravità del comportamento e alle decisioni prese dall’Esecutivo e dalle Forze dell’Ordine. Prendiamo in esempio feste private e spostamenti tra differenti regioni e comuni, argomenti che ci interessano parecchio, vista anche la chiusura di bar e ristoranti alle 18.

Si tratta di comportamenti sconsigliati, ma non vietati. Il capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi lo ha appena ribadito con una direttiva rivolta alle Forze dell’Ordine. In effetti si legge: “A beneficio dell’attività degli organi accertatori, le previsioni del Dpcm esplicitate in forma di raccomandazione non determinano, nel caso di comportamenti difformi, l’irrogazione di sanzioni”.

Non c’è quindi alcun divieto di spostamento che i cittadini devono obbligatoriamente rispettare per non rischiare multe, viene semplicemente chiesto a tutti di adottare in via generale “un principio di massima cautela”. Questo vuole dire che bisogna prestare attenzione e evitare, quando possibile, di ricevere ospiti che non convivono presso la stessa abitazione e di “non spostarsi, con mezzi di trasporto, pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

Dopo le raccomandazioni, è la volta di pensare ai divieti, chi non li rispetta infatti rischia multe. In Campania, Lazio, Sicilia, Lombardia e Calabria è stato istituito il coprifuoco, alcune attività sono state totalmente chiuse con il nuovo Decreto, come palestre, piscine e centri benessere, altre parzialmente, come bar e ristoranti, che devono assolutamente rispettare l’orario di chiusura alle ore 18.00.

Chiaramente, come già abbiamo detto in apertura e come tutti gli italiani sanno, i divieti non sono come le raccomandazioni e quindi, come tali, ogni violazione viene punita con una sanzione. Le multe per i trasgressori vanno da un minimo di 400 a un massimo di 3.000 euro per la violazione del coprifuoco e fino a 1.000 euro con sospensione dell’attività (decisione delle Forze dell’Ordine) per chi invece non chiude agli orari stabiliti (o totalmente).