Stop alle cartelle esattoriali e ai pignoramenti per tutto il 2020

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Con i nuovi provvedimenti si bloccheranno fino alla fine del 2020 la ripresa delle attività di notifica, il pagamento delle cartelle già ricevute e i pignoramenti.

Con i provvedimenti dell’esecutivo si bloccherà quindi fino al 2021 la ripresa dell’attività di notifica, un provvedimento resosi necessario con le nuove difficoltà sanitarie ed economiche legate all’aumento dei contagi da Coronavirus e dopo la scadenza della precedente moratoria lo scorso 15 ottobre. Senza questa nuova sospensione, infatti, l’agenzia della riscossione sarebbe stata pronta a riprendere con l’invio delle notifiche.

Prorogata fino alla fine del 2020 anche la sospensione dei pagamenti delle cartelle che sono già state ricevute. Prorogata fino alla fine del 2020 anche la sospensione dei pagamenti delle cartelle che sono già state ricevute.

Il nuovo provvedimento interviene anche con un ulteriore allentamento delle condizioni per la rateizzazione, portando da cinque a dieci il numero di rate mancanti dopo le quali viene negata la possibilità di dilazione. In previsione dell’accumulo delle cartelle di pagamento legato a questi provvedimenti, è stato previsto un anno di tempo in più affinché l’agente riscossore possa notificare le cartelle sospese oppure comunicare l’inesigibilità ai creditori.

La ripartenza delle riscossioni era prevista per lunedì 19 ottobre con l’invio di circa nove milioni di cartelle. La misura vuole essere un sostegno alle tante attività in difficoltà a causa della pandemia, a partire dalle piccole e medie imprese.

Il Consiglio dei ministri al riguardo ha approvato un decreto ad hoc

Un provvedimento necessario, secondo il viceministro dell’Economia Laura Castelli, anche per evitare ulteriori tensioni sociali. Il Governo a sostegno più generale dell’economia e delle attività in difficoltà prevede inoltre una riprogrammazione dei fondi che ancora non sono stati spesi ad oggi, in particolare nel commentare il nuovo provvedimento del Governo, il premier Conte ha spiegato che “il Dpcm incide su alcune attività e dobbiamo predisporci ad elargire ristori, e ci sono diversi miliardi per questo”.

Conte ha però anche aggiunto che “quello che non possiamo permetterci sono le elargizioni a pioggia. Per questo motivo sarà fatta una analisi dettagliata per capire chi ha bisogno di aiuti e sostegno”.