Zucca, l’amica del nostro organismo

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La zucca fu considerata sin dall’antichità simbolo della Resurrezione dei morti, quindi un’allegoria di una rinascita dagli inferi al cielo, per questo la festa dei morti Halloween è simboleggiata da questo ortaggio. Non è altresì un caso che fu proprio la zucca l’elemento che la Madrina fata di Cenerentola conduce la protagonista dalle ceneri di casa, al firmamento della corte reale.

Fin dall’antichità le zucche svuotate erano utili per trasportare vino, acqua o sale, ma servivano anche come galleggianti per persone inesperte al nuoto. Appartiene a quei prodotti arrivati qui dall’America: pare che tra il 7000 e il 5000 a.C. le massaie preistoriche di alcune caverne del Messico raccogliessero, tra le tante piante selvatiche, anche le zucche di cui consumavano sia il frutto che i semi. Gli Inca recuperavano il loro fabbisogno di vitamina A dalle zucche invernali.

Esistono varie forme e varie dimensioni, alcuni tipi come la “Mammouth” può raggiungere il quintale. Il limite e il pregio della zucca è il suo essere “insipida”. Infatti non attrae perché non ha un sapore marcato, anzi dispregiativamente si usa dire, di qualunque alimento, senza una specifica connotazione: “sa di zucca”, come a dire “non sa di nulla”. Nel nostro Meridione è chiamata “cocuzza” e un detto popolare ne sottolinea il suo scarso sapore, si dice infatti: “falla come vuoi, sempre è cocuzza” come a dire cambia pure il modo di cucinarla, ma resta sempre quella insipida che è. Ciò invece, costituisce anche un pregio perché è un ottima base, per puree da aggiungere a risotti, per fare ottimi gnocchi, oppure per torte dolcissime e profumate, o ancora come dolce, sotto forma di zucca caramellata ad esempio.

La zucca era una ottima riserva alimentare invernale grazie alla sua capacità di lunga conservazione, da intatta infatti dura mesi anche 4-5 se in ambiente asciutto, da aperta invece va consumata subito perché deperisce rapidamente. I semi ripuliti, salati e tostati, meglio noti come “bruscolini”, erano i popcorn dei nostri nonni, da sgranocchiare e passare il tempo.

Dopo la digressione culinaria, procediamo a descrivere la zucca in termini nutrizionali.  È tra gli alimenti ipocalorici, apportando solamente 18 Kcal per 100 grammi di prodotto: ciò è dovuto all’ingente quantità d’acqua in essa contenuta, stimata addirittura intorno al 94,5%. I carboidrati ammontano al 3,5% mentre le proteine, pochissime, ne costituiscono solo l’1,1%. I grassi, pressoché assenti, rappresentano circa lo 0,1%. Essendo arancione, è intuibile come la zucca sia miniera di caroteni e pro-vitamina A; inoltre, è ricca di ferro, fosforo, magnesio, potassio e Vitimanina C e del Gruppo B. I semi contengono cucurbitina, tocoferoli, tocotrienoli, steroidi (1%), proteinepectine, olio grasso e tanti minerali.

Gli impieghi della zucca si estendono anche nella sfera cosmetica: con la sua polpa, infatti, si possono preparare alcune semplici maschere per il viso, utilissime per idratare la cute, levigare la pelle e pulirla profondamente. Inoltre, le maschere a base di zucca sono indicate anche per lenire le scottature.