Cachi, il ricostituente d’autunno: fai il pieno di energia naturale

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Il cachi (Diospyros kaki) è un frutto autunnale detto anche “mela d’oriente” e il suo nome è la forma abbreviata del termine giapponese kaki no ki. Appartiene alle Ebenacee, è un albero spogliante originario della zona centrale della Cina, dove è considerato l’albero dalle sette virtù. Pare che il primo estimatore di questo frutto esotico sia stato Giuseppe Verdi.

La pianta consente una coltivazione veramente biologica, infatti grazie alla sua rusticità non necessita di antiparassitari. Il frutto è una bacca la cui forma varia da molto piatta a molto allungata, ma la prevalenza di cultivar ha frutti arrotondati, il colore della buccia a maturazione è giallo arancio, tendente al rossastro. La polpa è astringente all’epoca della raccolta a causa dei tannini presenti, bisogna attendere la sua maturazione (ammezzimento) perché risulti edule, a volte è necessario intervenire con trattamento termico ma si rischia di danneggiare il frutto, che diviene precocemente molle, riducendo i tempi di commercializzazione. La sua coltivazione richiede scarsi o nulli interventi fitosanitari quindi un frutto naturalmente biologico.

I cachi sono composti essenzialmente da acqua e zuccheri, a cui si aggiungono piccole quantità di proteine e di grassi. È il loro contenuto di zuccheri naturali a dare una sferzata di energia al nostro corpo quando ha bisogno di ricaricarsi. I cachi sono una buone fonte di acqua e sali minerali, inoltre sono una ottima fonte di vitamine, con particolare riferimento alla vitamina C, che contribuisce a rafforzare il nostro organismo e il sistema immunitario per affrontare e prevenire i tipici malanni di stagione. Sono un frutto ricco di antiossidanti, infatti contengono un insieme di sostanze molto importanti per proteggere la pelle, la vista e tutto l’organismo dall’azione dei radicali liberi e dall’invecchiamento precoce. Hanno proprietà lassative e diuretiche.

I cachi sono frutti ricchi di fibre che contribuiscono a migliorare la regolarità intestinale. Il momento ideale per consumare i cachi è la colazione, sia per iniziare la giornata con più sprint che per riavviare fin da subito le funzionalità intestinali. Inoltre i cachi sono ricchi di vitamina K che è essenziale per la coagulazione del sangue ma anche utile a prevenire l’osteoporosi; di carotenoidi e sono ricchi di criptoxantina, licopene, zeaxantina e beta-carotene, che agiscono migliorando la salute degli occhi e proteggono la pelle dalle scottature; proantocianidine: polifenoli ad azione antiossidante che svolgono un ruolo importante nel ridurre il rischio di malattie cardiache e di altre patologie croniche; fitosteroli che agiscono a livello intestinale nel ridurre l’assorbimento del colesterolo.

Spesso ci si chiede se il cachi faccia ingrassare e, in effetti, è certamente un frutto ricco di nutrienti importanti per il nostro organismo, tuttavia, in virtù del suo apporta calorico, all’interno di un regime alimentare ipocalorico non deve essere sostituito da un altro frutto meno calorico e può essere comunque assunto anche durante una dieta come spuntino.

I cachi non presentano particolari controindicazioni, ma il loro consumo andrebbe evitato in coloro che soffrono di diabete, insulino-resistenza e obesità, a causa dell’alto contenuto di zuccheri semplici, in particolare fruttosio. Rare sono le intolleranze e le allergie al cachi. A causa del loro potenziale effetto lassativo, andrebbero consumati con attenzione in caso di diarrea, di problemi di digestione e intestinali, come ad esempio la colite.

I cachi possono essere assunti in gravidanza ed allattamento, ma usando moderazione e buon senso ed evitando quelli acerbi che hanno potenziali proprietà astringenti e potrebbero causare o peggiorare la stipsi, problema abbastanza comune in gravidanza.