Cina: “Covid non partito da Wuhan”. La nuova teoria sull’origine

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Lo scoppiò della pandemia di coronavirus ha avuto origine a Wuhan, in Cina. A dare il via ai primi casi di contagio sarebbero stati dei pipistrelli tenuti in gabbia nel famigerato mercato alimentare. Questa la versione finora più accreditata dalla maggior parte degli esperti di tutto il mondo. Il governo di Pechino, però, insiste all’interno dei confini nazionali a sostenere una tesi ben differente.

Vinta la lotta sanitaria contro l’epidemia – in Cina, secondo i dati ufficiali governativi, i casi accertati di Covid attualmente sono una manciata – la stampa di Pechino, con l’aiuto di scienziati locali, sta tentando di imporre una narrazione alquanto curiosa. Nella fattispecie sta divulgando la teoria, come spiega Il Corriere della Sera, secondo cui il coronavirus non è partito dai pipistrelli di Wuhan, bensì da derrate alimentari surgelate importate dall’estero.

Sul Quotidiano del Popolo si legge che “ogni prova disponibile” porta a pensare alla suddetta ipotesi. A tal proposito Wu Zunyou, dirigente del Centro per il controllo delle malattie infettive di Pechino, ha dichiarato: “I primi contagiati di Wuhan lavoravano nell’area del pesce surgelato del mercato Huanan”.

Non è la prima volta che la Cina cerca di appigliarsi ai surgelati per costruire una simile narrazione, cominciata a essere imbastita a metà giugno, quando a Pechino divampò un focolaio al mercato Xinfadi. All’epoca tracce di Covid furono rinvenute sui banchi dove si tagliavano i salmoni provenienti dal Nord Europa. Un fatto che fu sfruttato dalle autorità cinesi che fecero persino il tampone ad alcuni salmoni che risultarono negativi.

Così i rilievi si spostarono su imballaggi e altri materiali giunti dall’estero dove fu ufficialmente isolata qualche traccia virale. Quel che bastava per alimentare la teoria secondo cui il Covid provenisse dai surgelati. Su tale ipotesi cinese, legata alla ‘catena del freddo’ che avrebbe portato il coronavirus a Wuhan, Mike Ryan dell’Oms ha dichiarato che si tratta di una teoria “altamente speculativa e ipotetica”.