Coronavirus: quali sono i sintomi?

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Febbre, mal di gola, perdita di gusto e olfatto, tosse. E poi dissenteria, spossatezza generale, quel male alle ossa che non ti abbandona. Sono tanti i sintomi che possono farci pensare di aver contratto il virus (questo quando, naturalmente, si è sintomatici) anche se, in realtà, a volte è una semplice influenza e non il Covid -19.

Per i coronavirus, il periodo di incubazione – ossia il lasso di tempo che intercorre tra l’esposizione a un agente infettivo e la comparsa dei primi sintomi – può variare da 1 a 14 giorni; mediamente, tuttavia, si attesta sui 5-7 giorni.

Durante il periodo di incubazione, diversi coronavirus, tra cui il coronavirus SARS e il SARS-CoV-2 sono contagiosi; in termini pratici, questo vuol dire che una persona infetta può trasmettere l’infezione ad altri, quando ancora i sintomi di questa non sono comparsi (e l’individuo che la sta incubando è apparentemente sano).

Fattori di rischio

In generale, le infezioni da coronavirus sono più probabili durante la stagione autunnale o in inverno; tuttavia, è bene ricordare che i coronavirus possono infettare l’essere umano tutto il tempo dell’anno. Un altro fattore di rischio che incide fortemente sulla possibilità di sviluppare un’infezione da coronavirus è la stretta vicinanza con un individuo contaminato.

Cosa fare in caso di sospetto Covid-19?

Qualora dovessero presentarsi i sintomi del contagio si raccomanda di non recarsi nei pronto soccorso ma segnalare il sospetto al numero verde del Ministero della Salute 1500; contattare poi il proprio medico di fiducia, rimanendo in casa e applicando le misure di igiene preventive (indossare una mascherina, utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi regolarmente le mani). Utilizzare i numeri di emergenza 112/118 soltanto se strettamente necessario. 

QUANDO COMPAIONO I SINTOMI
Le stime attuali del periodo di incubazione indicano che i sintomi della COVID-19 possono comparire dai 2 agli 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni dopo l’esposizione al virus. È importante comprendere quale sia il periodo in cui i pazienti infetti possono trasmettere il virus, per attuare efficaci misure di prevenzione e di controllo. In particolare, i dati attualmente disponibili, ci dicono che le persone che hanno sintomi sono la causa più frequente di diffusione del virus.

Ad oggi le informazioni disponibili suggeriscono che i bambini hanno la stessa probabilità degli adulti di ammalarsi, ma meno probabilità di avere sintomi gravi, con la maggior parte dei casi che presentano febbre, tosse, e raffreddore. Nei bambini, inoltre vengono segnalati più frequentemente anche sintomi principalmente gastrointestinali (vomito e diarrea). In particolare, i bambini di età inferiore ai 10 anni che hanno avuto un potenziale contatto con il virus hanno la stessa probabilità di sviluppare la malattia rispetto alla popolazione generale. Nelle ultime settimane, inoltre, si è osservato un incremento di bambini che hanno presentato sintomi di iper-infiammazione quasi sempre collegati all’infezione da nuovo Coronavirus.

COVID-19, COME SI CURA
Non esiste un vaccino contro il nuovo coronavirus, il che significa che è più difficile proteggere le persone più vulnerabili della popolazione: bambini, anziani e persone con problemi respiratori, immunitari o malattie croniche. Siamo di fronte a una polmonite virale. Quindi gli antibiotici non servono e i farmaci antivirali disponibili per l’influenza non funzionano. Durante il ricovero in ospedale vengono adottati i trattamenti più idonei per l’insufficienza respiratoria e l’insufficienza degli altri organi, oltre a somministrare liquidi. Il recupero dipende dalle condizioni generali del paziente, dall’età del bambino e dalla capacità di risposta del sistema immunitario. Molte delle persone decedute non erano in buone condizioni di salute per altre cause.

LA PREVENZIONE
Per proteggersi e ridurre il rischio di trasmissione delle infezioni respiratorie acute è necessario:

– Rispettare il distanziamento sociale dalle altre persone, sia all’aperto sia in ambienti chiusi, tenendosi a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro;
– Utilizzare la mascherina e i guanti quando si frequentano luoghi con cui è possibile venire a contatto con altre persone (ad esempio sui mezzi pubblici o al supermercato);
– Far indossare la mascherina anche ai bambini. Ricordiamo che l’uso della mascherina non è indicato nei bambini al di sotto dei due anni di età;
– Lavarsi frequente le mani con acqua e sapone o disinfettarle frequentemente con soluzione alcolica o gel disinfettante;
– Praticare il ‘galateo della tosse’ (mantenere la distanza di almeno un metro, coprire tosse e starnuti con fazzoletti o indumenti usa e getta oppure nella piega del gomito, e lavarsi subito le mani).

Diagnosi

Per conoscere il tipo preciso di coronavirus che ha infettato un individuo, sono necessari alcuni test di laboratorio sul sangue e sui tamponi naso-faringei. Tuttavia, è bene precisare che la realizzazione di tali test avviene soltanto se sussistono particolari ragioni; normalmente, infatti, i medici si affidano al solo esame obiettivo, seguito dall’anamnesi.