Covid: 36 Paesi insieme nella “Food Coalition” per obiettivo fame zero

44

A rischio 132 mln di persone. Inaugurata l’alleanza proposta dall’Italia e guidata da Fao. Offre fondo fiduciario dedicato.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha formalmente inaugurato la “Food Coalition”, un nuovo, acclamato strumento per un’azione concertata finalizzata a evitare che l’emergenza sanitaria mondiale legata alla pandemia COVID-19 inneschi una crisi mondiale dagli effetti catastrofici.

L’allenza globale mira a rimettere in carreggiata l’obiettivo Fame zero e descritta come una “rete di reti”, conta a oggi oltre 36 Paesi, tutti interessati a supportare iniziative innovative che garantiscano l’accesso al cibo, aumentino la resilienza dei sistemi agroalimentari e li indirizzino verso percorsi più sostenibili. All’orizzonte il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030, partendo dall’eliminazione della fame e della povertà. 

In aggiunta ai 690 milioni di affamati registrati nel 2019, quest’anno il Covid potrebbe far migrare fino a 132 mln di nuove persone in tutto il mondo nelle fila dei sottoalimentati, uno scenario che descrive in maniera efficace le difficoltà che la pandemia pone al raggiungimento dell’obiettivo dell’eradicazione della fame entro il 2030. L’attuale crisi sanitaria, inoltre, avrà effetti cronici sulla sicurezza alimentare, compromettendo la produzione alimentare, la salute degli agricoltori e il loro accesso ai mercati, nonché il lavoro e i mezzi di sussistenza delle popolazioni rurali, con un conseguente calo della domanda e dell’offerta di generi alimentari nelle zone sia rurali che urbane, che a sua volta pregiudicherà lo stato nutrizionale della popolazione. 

Per scongiurare questo scenario, la Food Coalition promuove un’azione globale unificata in risposta alla pandemia Covid e ai rischi che essa pone ai sistemi agroalimentari. Nel concreto, l’iniziativa offre un fondo fiduciario dedicato e un polo informatico in rete, che consentono ai partecipanti di accedere a un “paniere” di dati e informazioni specifiche per progetto, nonché alle risorse e alle tipologie di aiuti necessari per numerosi progetti sul campo. 

La Fao ha elaborato Schede d’azione contenenti informazioni specifiche, che saranno continuamente aggiornate. Gli ambiti di intervento vanno dalle politiche integrate di tutela sociale in America latina al sostegno ai lavoratori migranti del settore agricolo in Asia centrale ed Europa orientale, dal rafforzamento delle capacità per contrastare la resistenza agli agenti antimicrobici in Africa fino all’accelerazione nell’uso di dati geospaziali da parte della nuova banca dati della Fao. 

Alla cerimonia inaugurale, il direttore Generale della Fao, QU Dongyu, il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte e al vice Primo Ministro neerlandese Carola Schouten, in rappresentanza di due paesi che hanno già espresso un impegno concreto, mettendo a disposizione risorse finanziarie. 

“Nessun leader dovrebbe permettere che, in un mondo ricco di cibo, le persone soffrano la fame -ha affermato il premier Conte-. Di fronte alla pandemia, dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi e rafforzare il nostro impegno abituale per sostenere i più vulnerabili” ha aggiunto, sottolineando che l’Italia promuoverà questa causa quando assumerà la Presidenza del G20 l’anno prossimo. L’interesse per la Food Coalition è notevole tra i membri del G-20, il che fa ben sperare in un potenziale ampliamento della base di aiuti e risorse in termini di esperienze e competenze, impegno politico e mobilitazione di fondi.