Covid, la Danimarca abbatterà 17 milioni di visoni

57

Il governo danese ha annunciato ieri l’abbattimento dell’intera popolazione di visoni del Paese ‒ circa 17 milioni di individui ‒ dopo che una mutazione del coronavirus presente negli animali si è diffusa nell’uomo. La notizia potrebbe segnare un passo determinante verso la fine dell’industria delle pellicce. Articolo correlato Rischio coronavirus negli allevamenti di visoni: chiudiamoli tutti

Ciò che gli esperti avevano preannunciato come un rischio da evitare a tutti i costi si è concretizzato: negli allevamenti di visoni il coronavirus è mutato e questo potrebbe vanificare gli sforzi per la creazione di un vaccino. Da mesi Paesi in tutto il mondo eseguono abbattimenti preventivi, ma non è bastato.

La mutazione è stata scoperta dalle autorità sanitarie danesi che hanno trovato ceppi virali con una sensibilità minore agli anticorpi, sia negli esseri umani che nei visoni. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha affermato che questo potrà ridurre l’efficacia dei futuri vaccini. Le autorità danesi hanno dichiarato che cinque casi del nuovo ceppo virale sono stati registrati negli allevamenti di visoni e 12 casi negli esseri umani. Per accelerare l’abbattimento di 17 milioni di visoni verranno impiegati polizia, esercito e guardia nazionale danesi.

Continuare ad allevare visoni, ha aggiunto il capo del governo, implicherebbe un rischio molto più alto per la salute pubblica, sia in Danimarca, primo esportatore mondiale di pellicce di visone, che all’estero. Su 5,8 milioni di danesi, 50.530 si sono finora contagiati con il Covid-19, e i morti sono stati 729. “Una decisione presa non a cuor leggero”, ha spiegato Frederiksen. Per il capo della polizia nazionale Thorkild Fogde, l’abbattimento “dovrebbe accadere il prima possibile”.

Fino a quando la Danimarca non adotterà un divieto di produzione di pellicce, esiste la possibilità che un domani altri visoni vengano importati da allevamenti situati in Paesi in cui la pratica è ancora consentita. Speriamo che questa strada non venga intrapresa e che questo sia il tracollo finale dell’industria delle pellicce, anche se a un prezzo altissimo per gli animali.